Sant’Agata: una festa per il mondo

Sant’Agata: una festa per il mondo

7 Febbraio 2019 0 Di Paola Montonati

La Festa di Sant’Agata non è solo la festa religiosa della città di Catania, ma è anche la terza festa religiosa più amata al mondo, dopo la Settimana Santa di Siviglia e la Festa del Corpus Domini di Guzco in Perù.

Si tiene tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio, data del martirio della Santa catanese, che venne bruciata sui carboni ardenti, e il 17 agosto, giorno del ritorno a Catania delle sue spoglie, da Costantinopoli dove erano state portate dal generale bizantino Giorgio Maniace.

Le origini della festa affondano nel paganesimo, quando un simulacro di una vergine era portato in processione per le vie della città.

A Catania i devoti alla santa indossano, nei giorni dei festeggiamenti, camici e guanti bianchi con in testa una papalina nera, mentre il barcone barocco di Sant’Agata un tempo anticipava la festa prima di essere abbandonato a mare.

Il simbolo delle cerimonie è il fercolo d’argento con i resti della Santa, posto su un carro o Vara, anche questo in argento, con legati al veicolo due cordoni di oltre cento metri cui si aggrappano centinaia di Devoti che fino al 6 febbraio tirano instancabilmente il carro.

Poi la Vara viene portata in processione insieme a dodici candelore o cannalori appartenenti ciascuna alle corporazioni degli artigiani cittadini, tra la folla che agita bianchi fazzoletti e grida Cittatini! Semu tutti divoti, tutti?

La festa inizia il 2 febbraio, giorno di Candelora, quando vengono benedette le candele, poi il 3 febbraio si tiene la Processione per l’offerta della cera, presenti cittadini e turisti, oltre alle più alte cariche religiose e istituzionali della città, concludendosi la sera in Piazza Duomo con il caratteristico spettacolo pirotecnico dei fuochi.

La vera festa parte il 4 febbraio con la Messa dell’Aurora, quando il busto di Sant’Agata viene portato fuori dalla stanza che l’ha custodito, e consegnato ai devoti che lo porteranno in processione lungo il percorso esterno della città che si concluderà con il rientro nella Cattedrale alle prime luci dell’alba.

Nella mattina del 5 febbraio, presso la Cattedrale, si tiene la Messa del Pontificale, presieduta dalle più alte cariche religiose locali e non e dal Clero, mentre il busto reliquiario di Sant’Agata rimane esposto e nel pomeriggio, dopo la Santa Messa, viene ancora affidato ai devoti per un’ultima processione lungo un percorso interno della città, che terminerà nella tarda mattinata del 6 febbraio.