Addio a Gianrico Tedeschi

Addio a Gianrico Tedeschi

28 Luglio 2020 0 Di Paola Montonati
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Se ne è andato ieri sera, nella sua casa di Crabbia di Pettenasco, sul Lago d’Orta, l’attore Gianrico Tedeschi, che il 20 aprile scorso aveva festeggiato 100 anni. Aveva eletto Pettenasco come sua residenza ormai da molti anni.

Nato a Milano nel 1920, Tedeschi aveva interrotto gli studi presso l’Università Cattolica per partire nella campagna di Grecia come ufficiale.

Rifiutatosi di aderire alla Repubblica Sociale di Salò, fatto prigioniero di guerra,dopo l’armistizio fu internato nei campi di prigionia Beniaminovo, Sandbostel e Wietzendorf, dove conobbe un altro internato destinato a diventare celebre, Giovannino Guareschi.

A Sandbostel recitò per la prima volta la parte di Enrico IV nell’omonima opera di Pirandello.

Tornato dai campi di prigionia al termine della guerra, si diploma all’ Accademia Nazionale d’Arte Drammatica di Roma, e nel 1947 debutta a teatro, scelto e diretto da Giorgio Strehler, con cui si distingue, al Piccolo Teatro di Milano, nei ruoli di Pantalone in Arlecchino servitore di due padroni e di Peachum nell’Opera da tre soldi di Brecht.

Nel 1950, lavora poi con Orazio Costa interpretando Feste ne La dodicesima notte di William Shakespeare.

Viene diretto da Luchino Visconti in La locandiera di Goldoni e Le tre sorelle di Čechov.

Negli anni successivi recita in varie compagnie in giro per diversi teatri, cimentandosi anche nella commedia musicale con nel 1961 Enrico ’61 e nel 1964 My Fair Lady di Garinei e Giovannini.

Attore di grande versatilità, arguto, dotato di un peculiare umorismo, affabulatore dal talento innato e carisma,  fu uno dei protagonisti della prosa televisiva con I giocatori, Tredici a tavola e La professione della signora Warren, ma divenne il beniamino del grande pubblico anche nello spettacolo leggero: nel 1961 affiancò Bice Valori e Lina Volonghi nel varietà di Falqui ‘Eva ed io e nel 1977 partecipò a Bambole, non c’e’ una lira.

Prese parte anche ai grandi sceneggiati della Rai, interpretando Marmeladov in Delitto e castigo (1963), Sorin ne Il gabbiano (1969) e Paolino in Demetrio Pianelli (1963).

A partire dagli anni Settanta fu un protagonista ricercato della trasmissione pubblicitaria Carosello, alla quale prestò più volte il suo volto come testimonial delle caramelle Sperlari, che per anni fu un vero e proprio tormentone.

Una vita dedicata al teatro e alla recitazione che lo ha visto sul palcoscenico fino agli ultimi anni. Nel 2011, interpreta il toccante Farà giorno, diretto da Piero Maccarinelli in cui, sdraiato in un letto, dopo una frattura a seguito di un incidente, racconta al giovane che lo ha investito la sua vita, in un confronto generazionale, infine nel 2015 insieme a Franco Branciaroli recita in Dipartita finale.

A dispetto di una grande e variegata carriera teatrale, non ebbe mai ruoli da protagonista al cinema, sono anche relativamente poche le pellicole girate per un attore del suo calibro. Ne citiamo una su tutte, il ruolo del filoso repobro di mistica fascista Arcangelo Bardacci, ne “Il Federale” con Ugo Tognazzi per la regia di Luciano Salce del 1961.

Lascia due figlie, Sveva, anch’esse attrice, ed Enrica, docente universitaria di sociologia, avuta dal primo matrimonio.

Lo scorso 20 aprile, per i suoi 100 anni, ricevette un messaggio di auguri del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

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