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Un uomo che divenne il boss della Chicago degli anni Venti…

Alphonse Gabriel Capone nacque nel quartiere di Brooklyn, a New York, il 17 gennaio 1899, da Teresa Raiola e il barbiere Gabriele Caponi.

Il giovane Al crebbe in un ambiente popolato di piccole gang, tra i suoi compagni di scuola c’era Salvatore Lucania, poi noto come il boss Lucky Luciano.

Alphonse fu espulso dalla scuola in seguito alle percosse perpetrate ai danni di un docente ed entrò in seguito nella banda dei Five Pointers di Frankie Yale.

In questo periodo gli fu affibbiato il soprannome di Scarface, a causa di una vistosa cicatrice sulla guancia causata da una coltellata infertagli da Frank Galluccio, sulla cui sorella Al aveva espresso commenti pesanti.

Lavorando per Frankie Yale, Capone fu arrestato una prima volta per reati minori; in seguito uccise due uomini, ma nessuna accusa fu mossa contro di lui, che era protetto dall’omertà.

Dopo aver gravemente ferito un membro di una banda rivale, nel 1919 Yale mandò Capone a Chicago, nell’Illinois.

Nella sua nuova base operativa, Capone si mise al servizio di Johnny Torrio, discepolo di Big Jim Colosimo, che gli affidò la gestione delle scommesse clandestine.

Col tempo Al divenne il braccio destro di Torrio, acquisendo la direzione di tutte le attività illegali della banda.

Quando Torrio fu ferito in un attentato e fece ritorno in Italia, il comando passò ad Al, con il consenso della banda rivale.

L’idea innovativa di Capone fu quella di investire parte dei ricavati delle attività illegali in attività legali, separando la gestione contabile, portando all’organizzazione rilevanti introiti leciti che coprono quelli illeciti.

Negli anni del proibizionismo Capone poteva controllare la distribuzione e il commercio degli alcoolici, grazie alla corruzione degli ambienti politici.

Tra i politici pagati c’era anche il sindaco di Chicago William Hale Thompson, Jr.

Nonostante nessuna accusa formale raggiungesse Al Capone, questi era da tutti considerato il personaggio di spicco della malavita organizzata di Chicago.

Al Capone fu anche il mandante della famigerata strage di San Valentino, quando il 14 febbraio 1929 quattro suoi uomini, travestiti da poliziotti, irruppero in un garage al numero 2212 di North Clark Street, indirizzo del quartier generale di George Bugs Moran, il principale concorrente del boss nel mercato degli alcolici e uccisero tutti i presenti.

Durante la crisi economica del 1929 Capone ordinò che le sue aziende che operavano nel campo della ristorazione e dell’abbigliamento distribuissero gratuitamente cibi e vestiti ai più bisognosi.

Nel 1930 era nella lista dei maggiori ricercati dalla Fbi e fu dichiarato il nemico pubblico numero 1 della città, e una squadra di agenti federali dell’ufficio delle imposte, comandata da Elliot Ness, ebbe la possibilità di indagare sulle attività di Capone.

Grazie al lavoro del pool, Capone fu rinviato a giudizio per evasione fiscale, con ben ventitré capi d’accusa e ricevette una condanna a undici anni di carcere e una sanzione economica nell’ordine degli ottanta mila dollari.

Ad Atlanta, in Georgia, in uno dei carceri statunitensi più duri, il boss, attraverso la corruzione degli alti piani del carcere, ottenne una serie di lussi e privilegi, poi fu trasferito nel noto carcere di Alcatraz, isola al largo di San Francisco, dove tutti i contatti con l’esterno vennero interrotti.

Liberato nel 1939, Al si ritirò in Florida, dove mori per un arresto cardiaco il 25 gennaio 1947 a Miami.

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