Balestrino e la magia del borgo fantasma

Balestrino e la magia del borgo fantasma

16 Agosto 2019 Off Di Conor O'Malley
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Il silenzio è talmente ridondante che ti entra nella testa: tutto è fermo a Balestrino, persino l’orologio della chiesa.

Anche l’antica meridiana si è fermata tra il 1962 e il 1963 quando tutto ebbe fine per iniziare a fine vallata con un nuovo paese.

Siamo in provincia di Savona, su uno sperone roccioso nei pressi di Loano a strapiombo sul torrente Barescione.

Il vecchio borgo non c’è più, o meglio, è stato abbandonato in quegli anni dopo diversi movimenti sismici che hanno causato numerosi danni, tanto da diventare invivibile, seppur la scelta di creare un nuovo borgo a pochi metri di distanza resti discutibile e attaccabile dallo stesso problema.

La natura ha ormai preso il sopravvento sulle costruzioni, tra cui molte ormai irreparabilmente danneggiate: è attualmente impossibile andare a visitare il paese perché grandi cancelli sono stati messi per bloccare l’afflusso imponente di turisti “fai da te”.

Diventa così ancor più fantasma Balestrino, tra i suoi vicoli stretti, le strade non asfaltate e le numerose porte in legno caratteristiche del tempo: con un po’ di fantasia, solo a guardare le foto, si riesce a immaginare la vecchia vita di un paese tipico dell’entroterra ligure, tra molti anziani e pochi bambini urlanti lungo le pendenze dello sperone.

E i numerosi contadini impegnati nella coltivazione a terrazze di ulivi, legumi e cereali che formavano la maggior parte dell’economia locale.

Per entrare in paese si percorreva una viuzza che fiancheggia i muri delle case e che parte da quella che oggi è la piazza adiacente alla chiesa della nuova Balestrino; impossibile non alzare la testa e ammirare il Castello dei Del Carretto, ancora al suo posto di dominio per vigilare sull’antico borgo.

Un tempo era abitato dai marchesi di Balestrino, antichi feudatari della zona che comandavano sugli abitanti. Andato poi in disuso, negli anni le scuderie del Castello sono state restaurate e utilizzate per le attività del Comune.

Lungo la strada, chi ha potuto visitarlo racconta di un bar, l’unico del tempo, dove si possono ancora ammirare vecchie foto appese di quello che è stato Balestrino negli anni. Anche le presenze misteriose non mancano: leggende e storie si sono tramandate in valle tra cui la presenza di un fantasma.

Sembra che si aggiri l’anima di un tal Giuseppe Coscie, detto il “Cavigiotto”, un paesano che per sfuggire alle tirannie del Marchese del Carretto, viveva di piccoli espedienti, tra i quali la costruzione delle Caviggie, strumento agricolo che serviva per fissare le funi sui basti degli animali da soma.

Ma non era un sanguinario personaggio da thriller, bensì uno a cui piaceva molto il vino: ecco perché la leggenda del fantasma di Balestrino narra che sarebbe in grado di bere il vino senza stappare nessuna bottiglia.

Lo scenario così suggestivo e ricco di avvenimenti storici (i primi insediamenti, umani risalgono già al paleolitico), ha fatto di questo paese, l’ambientazione ideale per il film “Inkheart-La leggenda del cuore di inchiostro”, ma non sarà l’unica comparsata a “sfondo magico”, nel grande schermo.

Dopo 10 anni, Balestrino è tornato al cinema: è diventato la contea di Prestonshire nella serie fantasy “Game of Kings”, la terra di Aaron Tauber.

“Game of Kings” è una produzione indipendente supportata dall’associazione culturale genovese D&E Animation, una realtà che si occupa di teatro, cinema e spettacolo. Scritta da Dario Rigliaco, originario di Pietra Ligure, oggi trasferitosi a Genova, e diretta da Gioele Fazzeri, la serie composta da nove episodi sarà ultimata a giugno e sarà presentata al cinema nel settembre 2019.

Su YouTube sono visibili i primi quattro episodi realizzati nel 2018.

Nel frattempo, voci certe dicono che Balestrino sia in ristrutturazione e che nei nei prossimi anni tornerà ad essere abitato e a risplendere nella bellissima cornice ligure.

FONTE: SiViaggia

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