Ballando d’autunno a Lesa per serate diverse

Ballando d’autunno a Lesa per serate diverse

30 Ottobre 2019 Off Di Paola Montonati
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A Lesa tornano le Serate di Ballo, per un novembre ricco di musica e allegria, perfetto per le serate autunnali sul Lago Maggiore.

Presso il Salone Società Operaia dalle 21, sabato 9 novembre suonerà Pasquale di Bari, sabato 16 Ketty, sabato 23 Luciana e sabato 30 Lando Landi.

Meno nota delle vicine Arona e Stresa, Lesa ha una sua storia che parte da molto lontano e che ne fa uno dei gioielli del Lago Maggiore.

Il nome di Lesa compare per la prima volta in un documento del 998, come Lexia, ma reperti archeologici e i toponimi di chiara origine celtica e romana, fanno pensare a un’origine molto più antica di tutti e tre i centri abitati, che sono Lesa e Solcio alle estremità settentrionale e meridionale della piana dell’Erno e Villa nel punto dove il torrente esce dalle colline.

Dal 1199 Lexia fu il centro amministrativo del Vergante sotto gli arcivescovi di Milano e in seguito dei Borromeo, poi di un podestà fino all’inizio del secolo scorso, anche se aveva perso già dalla fine del Medioevo gran parte della sua importanza economica e politica.

Le due frazioni collinari, Comnago e Calogna, all’estremità meridionale della Motta Rossa e sul suo versante orientale, sopra Belgirate, hanno la stessa origine gallo-romana, come indicano alcune incisioni rupestri.

Perduta già da tempo la sua importanza come centro amministrativo ed economico del Vergante e ormai lontana dai centri di potere dei Borromeo, Lesa non ebbe sviluppi artistici o urbanistici di rilievo fino al tardo Settecento.

Nell’ottobre del 1800 un decreto della Repubblica Cisalpina ne abolì definitivamente la pretura, mettendo fine al suo ruolo di capoluogo del Vergante, che il borgo aveva svolto per secoli.

La costruzione della strada napoleonica del Sempione e, un secolo dopo, della ferrovia alterarono il territorio, mutando completamente il rapporto tra la collina, i centri abitati, la campagna, il lago.

In poco tempo le ville signorili dell’aristocrazia e della borghesia lombarda occuparono con i loro parchi gran parte del territorio un tempo riservato all’agricoltura.

Da allora un’incontrollabile proliferazione di villette, palazzine e condomini ha completamente invaso il piano e la collina, cancellando i peschi e le viti che un tempo erano l’orgoglio di Lesa, che rimane una rinomata località turistica.

Le serate sono state organizzate dalla Pro Loco di Lesa con il Patrocinio del Comune di Lesa.

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