Bere alcol solo nel week end non fa male: falso

Bere alcol solo nel week end non fa male: falso

25 Febbraio 2019 0 Di Luna Turelli
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L’idea che bere in maniera eccessiva soltanto nel weekend possa evitare gravi conseguenze è del tutto falsa.

La pratica del binge drinking è sempre più diffusa, ritenendo erroneamente che bere tanto ma solo nel fine settimana possa evitare seri danni.

Tanti i giovani, e non solo, che si lasciano andare con grande frequenza ai piaceri dell’alcol nel fine settimana. Cinque giorni la settimana dedicati a studio e lavoro, per poi divertirsi in maniera sfrenata tra sabato e domenica (per molti in weekend ha inizio il venerdì).

Un fenomeno noto come binge drinking che, stando a chi ne è ormai avvezzo, preverrebbe o ridurrebbe in maniera sensibile i danni dovuti all’alcol.

Una teoria ampiamente confutata dall’Istituto superiore di sanità. Viene dunque condannata la pratica, che consiste nel consumare circa 5-6 bicchieri alcolici in un breve lasso di tempo, mescolando generi diversi.

Una tendenza particolarmente diffusa tra i giovani d’età compresa tra i 18 e i 24 anni. L’obiettivo è quello di ottenere un’ubriacatura immediata, offuscando il proprio giudizio in nome di una o più notti all’insegna della spericolatezza.

Non si beve per piacere, bensì ci si sforza di consumare il più gran quantitativo d’alcol possibile, così da superare ogni proprio limite.

L’ubriacatura è il mezzo e lo scopo, in risposta molto spesso a un profondo disagio. Un tale quantitativo di alcolici, consumato in così breve tempo, non consente di gustare l’attimo o di socializzare. Il tutto diventa nebuloso e fuori fuoco, e di certo col tempo ci si ritroverà a pagarne il caro prezzo.

In alcuni casi si tratta di un grido d’aiuto, di una forma di automedicazione alla sofferenza interna dovuta a problematiche relazionali, scolastiche, lavorative, affettive o familiari.

Il binge drinking è la soluzione ideale per chi tenta di estraniarsi dalla propria realtà, e si associa a un maggior rischio di rapporti sessuali non protetti, secondo l’Istituto superiore di sanità, e di infezioni sessualmente trasmissibili.

Un fenomeno tristemente in crescita, coinvolgendo nel 2015 ben il 22,2% dei maschi tra i 18 e i 24 anni e l’8,6% delle femmine. Una tendenza in aumento, che caratterizza rispettivamente il 10,8% e il 3,1% di tutta la popolazione di età superiore agli 11 anni.

Si inizia a bere alcolici molto presto, ben prima della maggiore età, sfruttando anche la disponibilità di rivenditori pronti a ignorare le disposizioni di legge.

Una triste realtà che dovrebbe portare a riflettere sulla necessità di pene più severe, così come sull’analisi di una generazione sempre più distaccata dalla realtà e incurante delle conseguenze.

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