Buongiorno da…Varchignoli

Buongiorno da…Varchignoli

10 Ottobre 2020 0 Di Paola Montonati
Condividi se ti piace

Un luogo che, con i suoi maestosi monoliti, racconta dei popoli che, tanto tempo fa, arrivarono da lontano per colonizzare l’Ossola…

I terrazzamenti alle pendici, che solitamente caratterizzano le aree agricole montuose, in particolare nella fascia alpina, presentano in alcune zone della Val d’Ossola strutture megalitiche risalenti all’epoca della colonizzazione primordiale.

Sono presenti nella fascia compresa tra i 400/800 metri di altitudine, con particolare frequenza nel territorio di Montecrestese, ma solo a Villadossola, nell’area tra le località di Sogno e Varchignoli, il fenomeno assume una forte importanza.

Un itinerario poi valorizzato dall’associazione Villarte e inaugurato nel 1999 con un progetto locale di promozione e tutela.

All’arrivo a Boschetto si sale alla località Casa dei Conti, per una visita al borgo tra le antiche case prima di prendere la salita per le Rive di Lazzaro, verso il monumentale canale di scolo delle acque nella località Seul, poi s’incontra la nicchia a esedra per deviare sulle rive che portano alla località Rive di Lazzaro.

Si percorre poi un terrazzamento fino alla casa di Veia Rota, sulla mulattiera che porta a Varchignoli.

L’area megalitica di Varchignoli, sorta attorno al XIII secolo a.C, ha una serie di enormi muraglioni in pietra a secco alti 5-6 metri che sostengono i terrazzamenti sui quali l’uomo preistorico coltivava la vite.

Inclusi in questi muri spesso si trovano delle camere sotterranee a nicchia, considerate l’elemento più caratteristico dell’area megalitica, che gli archeologi pensano che abbiano avuto una funzione sepolcrale o culturale.

L’antico nucleo, dove osservano alcuni aspetti degli insediamenti megalittici e l’evoluzione abitativa nei secoli, è stato valorizzato dal Fondo per l’Ambiente Italiano nel corso di due giornate didattiche con gli alunni delle scuole medie nel 2008.

Condividi se ti piace