Capitan Harlock un 40enne sempre in forma

Capitan Harlock un 40enne sempre in forma

15 Aprile 2019 0 Di Redazione

Il 9 aprile del 1979 “approdava” sulla Rete 2 (oggi Rai 2) la nave spaziale di Capitan Harlock, protagonista dell’omonimo cartone animato giapponese, amato dalle generazioni nate a cavallo tra gli anni ’70 e ’80.

Ideato da Leiji Matsumoto esordì nel 1977 in Giappone, inizialmente senza un particolare successo… mentre esploderà proprio in Italia anche grazie alla sigla cult scritta da Luigi Albertelli e cantata da “La Banda dei Bucanieri” di Vince Tempera.

LA STORIA

Il cartoon è ambientato nell’anno 2907. In quest’era il pianeta Terra, che tutti considerano “la casa”, è controllato dalla Coalizione Gaia un’entità sovranazionale decadente e corrotta che governa dittatorialmente tutto il genere umano manipolando la mente degli esseri umani con onde ipnotiche.

Condannando la popolazione ad uno stato di apatia e sottomissione costante.

Le macchine hanno sostituito l’uomo nei lavori più comuni e ormai il pianeta si trova in un stato di semi-distruzione, privo di risorse primarie e con gli oceani prosciugati.

Unico ribelle è Capitan Harlock, il pirata dello spazio che ha abbandonato la Terra ed ora naviga tra le galassie con la propria ciurma a bordo dell’astronave Arcadia.

Gli esseri umani lo considerano un fuorilegge, ma quando il pianeta è minacciato dall’invasione delle potenti e spietate aliene Mazoniane, guidate dalla regina Raflesia, Harlock non si tira indietro ed è il primo a combattere per la sua salvezza.

Il cartone animato promuove alcuni principi tradizionali molto sentiti ai tempi in Giappone come l’onore, il rispetto ed il patriottismo (inteso come amore per il pianeta Terra), ed è molto critico contro il potere. Subì pertanto in Italia numerose censure, come quelle della sigla.

La frase: “Il suo teschio è una bandiera che vuol dire libertà, vola all’arrembaggio però un cuore grande ha” venne sostituita con “Nel suo occhio c’è l’azzurro, nel suo braccio acciaio c’è, nero è il suo mantello, mentre il cuore bianco è”.

GLI ANEDDOTI

  • Il nome Harlock è quello di un uomo coinvolto in un incidente a Tokio e che Matsumoto legge casualmente sul giornale, decidendo poi di darlo al suo pirata spaziale.
  • Mentre stava disegnando Harlock, Matsumoto sbaglia improvvisamente un tratto sul viso del personaggio… nasce così la cicatrice di Harlock. L’immagine piace al fumettista che decide di lasciarla sul volto del suo pirata.
  • Matsumoto non ha mai voluto rivelare le origini del personaggio, ma sembra fosse pronto un racconto sulla nascita di Harlock, intitolato Captain “Kingston”.

FONTE: IlQuorum