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Un attore, un genio che aveva, dietro il sorriso, un lato velato di malinconia…

Charles Spencer Chaplin nacque il 16 aprile 1889, a Londra da un guitto del music-hall dedito al bere mentre la madre, cantante, che in perenne difficoltà nel trovare lavoro, affidò Charles e Sidney, il fratello maggiore, a un orfanotrofio dove rimasero per due anni.

Il giovane Charles a soli sette anni già affrontò il palcoscenico come cantante mentre a quattordici ebbe le sue prime parti teatrali.

A diciannove anni venne accettato dalla celebre compagnia di pantomime di Fred Karno, con cui collaborò per un paio di anni prima di una grande tournee americana, l’occasione che gli fece scoprire un mondo diverso, ricco di possibilità.

Ed è proprio durante un giro di spettacoli a Hollywood nel 1913, che il produttore Mack Sennett lo spinse a firmare il primo contratto cinematografico con la Keystone.

Nel 1914 fece la sua prima apparizione sullo schermo in Per guadagnarsi la vita, dove trasformò la macchietta che si era costruita nel tempo, un nullafacente dedito solo al corteggiamento, in quel personaggio magnifico che il vagabondo Charlot, con baffetti neri, bombetta, giacchetta stretta e corta, pantaloni larghi e sformati e bastoncino di bambù.

Chaplin lavorò a 35 comiche realizzate per la Keystone nel 1914, 14 per la Essanay nel 1915-16, 12 per la Mutual nel 1917.

Nel 1918 firmò un contratto da un milione di dollari con la First National per la quale realizzò, sino al 1922, nove medi metraggi, con classici assoluti come Vita da cani, Charlot soldato, Il monello, Giorno di paga e Il pellegrino.

Seguirono i grandi film prodotti dalla United Artists, la casa fondata da Chaplin nel 1919 con Douglas Fairbanks senior, D. W. Griffith e Mary Pickford, La donna di Parigi, La febbre dell’oro e Il circo negli anni Venti, Luci della città e Tempi moderni negli anni Trenta, Il grande dittatore, satira del nazismo e del fascismo e Monsieur Verdoux negli anni Quaranta e Luci della ribalta nel 1952.

Charlie Chaplin ebbe un’intensa vita privata, con quattro matrimoni, dieci figli e numerose relazioni spesso burrascose, inoltre le sue simpatie per idee e movimenti di sinistra gli causarono un ferreo controllo del FBI fin dal 1922.

Nel 1947 fu trascinato di fronte alla Commissione per le attività antiamericane, sospettato in pratica di comunismo, accusa che gli costò l’annullamento nel 1952 del permesso di rientro negli Usa.

Charlie Chaplin nella sua carriera non vinse mai un Oscar come migliore attore o miglior regista, solo un Oscar alla carriera nel 1972.

I suoi ultimi film, Un re a New York e La contessa di Hong Kong, le riedizioni sonorizzate delle sue vecchie opere e molti progetti rimasti incompiuti confermarono fino all’ultimo la vitalità di un artista annoverato fra i pochi grandi in assoluto del Novecento, al punto che il grande poeta russo Majakovskij gli dedicò una poesia.

Trasferitasi nel 1953 con la moglie Oona O’Neill, figlia del drammaturgo premio Nobel Eugene, in Svizzera, presso la cittadina di Vevey, Chaplin mori nella notte tra il 24 e il 25 dicembre 1977.

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