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Una donna che introdusse la libertà di essere se stessi nella letteratura francese…

Sidonie-Gabrielle Colette nacque a Saint-Sauveur en Puisaye il 28 gennaio 1873, da Jules-Joseph Colette e Adèle-Eugénie-Sidonie Landoy, detta Sido, una donna molto intelligente e sagace.

Gabrielle cominciò giovanissima a leggere i classici e a prendere lezioni di francese da suo padre, mentre la famiglia dovette lasciare Saint-Sauveur per stabilirsi, nel novembre 1891, a Châtillon-sur-Loing, in una casa più piccola.

A venti anni Gabrielle incontrò Henri Gauthier Villars, detto Willy,  dongiovanni della Belle Epoque parigina, che aveva quattordici anni più di lei,  si sposarono il 15 maggio 1893. Willy era un uomo molto in vista nell’ambiente artistico parigino, ed era editore, pubblicitario, giornalista di satira di costume e critico musicale, spesso avvicinato da molti aspiranti scrittori di romanzi e chiese alla moglie, di scrivere per lui un romanzo sul genere di Le petit Chose di Alphonse Daudet, che al tempo andava molto di moda.

Nacque così, nel 1900, Claudine à l’école, scritto da Colette e firmato da Willy, a questo seguì tutta la serie delle Claudine, Claudine à Paris , Claudine en menage e Claudine s’en va.

La coppia Willy-Colette cominciò però presto a sfaldarsi, per i continui tradimenti di lui, e nel 1906 i due si lasciarono.

Colette strinse allora amicizia con Mathilde de Morny detta Missy, marchesa di Belbeuf, e scrisse La Vagabonde, pubblicato nel 1910 e L’Envers du music-hall, del 1913.

Dopo il divorzio dal marito, nel 1910, Colette fu ammessa alla Société des Auteurs e questo le permise di intraprendere una serie di azioni legali contro Willy, che le permisero di inserire il suo nome nella serie Claudine, ottenendo anche una percentuale sulle vendite, in questo periodo iniziò anche le sue collaborazioni giornalistiche con il Paris-Journal e Le Matin.

Nel 1912 morì Sido e due mesi dopo, il 19 dicembre, Colette si sposò con Henry de Jouvenel, co-direttore del giornale Le matin, da cui ebbe Colette Renée, detta affettuosamente Bel-Gazou, che fu allevata in campagna, a Castel-Novel.

Con lo scoppio della prima guerra mondiale, Colette andò  a trovare il marito al fronte, a Verdun, per portargli provviste alimentari e, in quell’occasione, scrisse reportage che la portarono anche in Italia, dove conobbe D’Annunzio.

Quando, dopo la guerra, Henry de Jouvenel riprese il suo lavoro di direttore a Le Matin, Colette fu nominata caporedattore della sezione letteraria e di critica teatrale, e poco tempo dopo iniziò una relazione con il figlio di primo letto di suo marito, che aveva allora sedici anni, Bertrand.

Nel 1920, ispirato a questa storia, fu pubblicato a puntate il romanzo Chéri, che suscitò scandalo, lo stesso anno Colette fu insignita della Legion d’onore, con il grado di Cavaliere.

Travolta dallo scandalo causato dai tradimenti di Henri, Colette e il marito nel 1923 iniziarono le trattative per il divorzio.

L’anno successivo Colette abbandonò il giornale del marito e cominciò a scrivere per Le Figaro, vivendo dei proventi da giornalista e continuando a pubblicare altri libri.

In questo periodo Colette si dedicò anche alla pubblicità, nel 1926 scrisse una pubblicità in versi per le Pellicce Max, cui seguì un testo per la Fiera del Bianco di un grande magazzino e nel 1933, per le auto Ford e concesse l’impiego del suo nome per la pubblicità delle sigarette Lucky Strike.

Nel 1932, la scrittrice, a causa della crisi economica, aprì un istituto di bellezza nel quale distribuiva consigli di make-up e di bellezza alle ricche donne parigine, che truccava personalmente e nel 1936 la scrittrice divenne Commendatore della Legion d’onore e venne ufficialmente eletta membro dell’Académie royale belge de langue et de littérature françaises.

Dopo la seconda guerra mondiale nel 1945 Colette venne eletta membro dell’Académie Goncourt, seconda donna dopo la scrittrice Judith Gautier.

Nel 1951, tornata a Montecarlo sempre in cerca di cure, la scrittrice notò all’Hôtel de Paris una giovane attrice, Audrey Hepburn, e la scelse personalmente per interpretare la commedia Gigi, l’ultimo dei capolavori di Colette.

Colette morì, il 3 agosto 1954. circondata dai suoi gatti, nel bellissimo appartamento del Palais Royal a Parigi e ricevette le esequie di stato nella corte d’onore del Palais-Royal, poi fu sepolta nel cimitero di Père Lachaise.

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