Coronavirus – Porno e internet addiction: quarantena e rischio di nuove dipendenze

Coronavirus – Porno e internet addiction: quarantena e rischio di nuove dipendenze

18 Marzo 2020 Off Di Luna Turelli
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Nei giorni di isolamento per il Coronavirus si segnala il rischio per le nuove dipendenze da internet e pornodipendenza.

Portali del porno stanno proponendo abbonamenti gratuiti a chi vive la quarantena. LEGGI TUTTO

Pornhub riportan un significativo incremento delle visite e in Italia un picco di quasi il 50% di traffico in più rispetto al normale nelle ore notturne che vanno dalle 2 alle 5 del mattino.

La necessità di contenere il contagio dal Coronavirus Covid-19 ci impone giorni di isolamento che possono mettere alla prova l’equilibrio emotivo e psicologico.

Servizi come Pornhub riportano un significativo incremento delle visite e in particolare per quanto riguarda l’Italia sembrerebbe esservi in questi giorni un picco di quasi il 50% di traffico in più rispetto al normale nelle ore notturne che vanno dalle 2 alle 5 del mattino.

Simili dati fanno pensare a un certo disordine nei ritmi della giornata e forse a tensioni e ansietà notturne che cercano sollievo attraverso questo canale ricreativo. Ha d’altronde fatto notizia che diversi portali del porno stanno offrendo abbonamenti gratuiti a chi è in quarantena.

Questa e altre attività online possono in una certa misura rappresentare delle risorse utili a compensare la carenza di stimoli dal mondo esterno ma rischiano anche di assorbirci ulteriormente diventando a loro volta delle prigioni.

Smartworking, inattività e sedentarietà

I cambiamenti della nostra giornata, lo smart working o per molti la completa sospensione dell’attività lavorativa rendono più fluidi i confini e i ritmi delle attività quotidiane con possibile disregolazione degli equilibri abituali. Vi è il rischio di un’alterazione delle ore dedicate al sonno e al riposo così come un sopravanzo di energie che nella sedentarietà si traducono in tensioni fisiche e mentali. Chi ha una predisposizione ansiosa o tendenza a comportamenti compulsivi può vedere particolarmente sollecitato l’acuirsi delle proprie difficoltà.

L’internet addiction

In questo scenario vi è il rischio di assistere a un’esponenziale incremento di fenomeni di dipendenza dalle nuove tecnologie. L’internet addiction comprende tra i suoi sintomi la perdita del senso del tempo online, il progressivo impoverimento dell’impegno riposto in altri interessi e attività, l’iniziale euforia a cui segue il senso di colpa per l’eccessivo utilizzo della rete, la chiusura e l’isolamento rispetto alla famiglia e agli amici. Insomma in questo periodo si tratterebbe di un isolamento nell’isolamento.

Information Overload

Una tendenza che in questi giorni interessa probabilmente la maggior parte delle persone è la dipendenza dai social e dall’Information-Overload, ovvero la ricerca compulsiva di informazioni on-line. Questa pratica può essere particolarmente insidiosa generando confusione e ulteriore ansietà sui temi relativi al contagio da Coronavirus Covid-19 ma anche da allarmi e previsioni riguardanti le conseguenze sociali e politiche future.

Gioco e shopping online

Sono a rischio tutti i comportamenti associati alle nuove dipendenze come quella dal gioco online che potrebbe essere stimolato dall’illusione di guadagni alternativi in un momento in cui l’economia di molti è ferma o in remissione.

Gli esercizi commerciali chiusi e la percezione di più difficile reperibilità di determinati prodotti potrebbe a sua volta amplificare la tendenza allo shopping compulsivo online che insieme al gioco rischia di mettere ulteriormente in crisi le finanze di queste persone.

Pornodipendenza

Sopratutto per single e coppie non conviventi è intervenuta con la quarantena anche la necessaria astinenza dai rapporti sessuali. In questo senso le moderne frontiere della sessualità in remoto come il sexting e le videochat possono divenire un territorio privilegiato per coppie che vivono il loro amore a distanza quanto per chi è alla ricerca di nuove fiamme.

Qui le necessarie precauzioni riguardano la tutela della privacy e l’anonimato per prevenire il rischio di fenomeni di Cyberbullismo e Revenge-Porn basati sulla diffusione non consensuale di immagini intime. Le risorse in rete offrono allo stesso tempo lo sconfinato mondo del porno online in grado di soddisfare ogni tipo di fantasia e preferenza erotica.

Proprio la vastissima scelta di materiale può generare lunghe e bulimiche sessioni di ricerca e fruizione dei contenuti che nel loro ripetersi assumono carattere compulsivo e di dipendenza. Le caratteristiche della pornodipendenza richiamano quelle già citate per l’internet addiction portando al progressivo disinteresse verso la sessualità con il partner, la chiusura e l’isolamento.

Prevenzione

È prima di tutto necessario prevenire questo tipo di dipendenze mantenendo un uso misurato di internet e delle attività online che rischiano “sfuggirci di mano”. Va stabilito e monitorato il tempo speso online e definito un budget ragionato per spese da effettuare su siti di e-commerce e giochi a pagamento.

Mantenere interazioni sociali attraverso conversazioni telefoniche e non solo chat testuali. Provvedere a una routine di esercizi fisici e possibilmente tecniche di rilassamento e pratiche meditative. L’eccessivo utilizzo di pornografia può generare un’assuefazione agli stimoli ricevuti da immagini visive. Ne deriva spesso un’escalation di contenuti e perdita di contatto con la sessualità “reale”.

Per questa ragione noi sessuologi consigliamo di alternare la lettura di racconti erotici o l’utilizzo dell’immaginario sessuale per una eterogeneità di stimoli. L’autoerotismo può assumere un’utile funzione sensuale e distensiva ma può assumere carattere compulsivo se utilizzata per sedare un ricorrente stato di inquietudine e ansietà. In quest’ultimo caso è opportuno elaborare e affrontare i motivi del proprio stato d’animo individuando strategie più mirate per la gestione dell’ansia.

Nel caso in cui ci si riconoscesse in una dinamica di dipendenza si può ricorrere a blocchi e timer preimpostati per limitare il tempo trascorso in rete, parlarne a persone di fiducia, affidare possibilmente a loro la gestione delle password. Nei casi persistenti è certo indicato rivolgersi a un sessuologo o a più in generale a uno psicoterapeuta per affrontare in modo efficace la situazione.

In questo periodo molti professionisti stanno offrendo servizi in videoconferenza per offrire supporto durante l’emergenza. Restare a casa corrisponde a una responsabilità sociale oltre ad assumere un valore protettivo verso se stessi. Associarvi una particolare cura del proprio benessere fisico e psicologico garantisce un atteggiamento attivo e positivo.

Dott.ssa Rossella Berardi (Psicoterapeuta e Sessuologa Roma – Centro AISPS )
Dott. Daniele Bonanno (Psicologo Sessuologo Roma – Centro AISPS)

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