Funivia Monteviasco verso la riapertura: da Regione Lombardia 287.200 euro per riattivare impianto

Funivia Monteviasco verso la riapertura: da Regione Lombardia 287.200 euro per riattivare impianto

24 Aprile 2020 Off Di Paola Montonati
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Uno stanziamento di 287.200 euro per riattivare la funivia Ponte di Piero – Monteviasco (Va). Lo prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore a Infrastrutture, Trasporti e Mobilità sostenibile, Claudia Maria Terzi. Un importante passo avanti verso il recupero di una delle gemme del Verbano.

“La Regione – ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana – mette in campo un finanziamento significativo finalizzato alla realizzazione dei lavori di manutenzione e alla conseguente riattivazione dell’impianto”.

“L’obiettivo – ha proseguito Terzi – è appunto quello di ottenere il prima possibile il nulla osta all’esercizio da parte dell’ufficio competente del ministero. Siamo intervenuti in supporto del Comune, proprietario della funivia, per aiutarlo a superare una serie di difficoltà che si sono susseguite nell’ultimo anno e mezzo”.

“L’impianto – ha continuato – riveste un ruolo fondamentale per il territorio essendo l’unico mezzo di trasporto in grado di garantire i collegamenti”.

“La delibera, che approva lo schema di convenzione con il Comune di Curiglia con Monteviasco per la funivia, è un segno – ha concluso l’assessore Terzi – del nostro impegno. Per sostenere le piccole realtà e i piccoli paesi della nostra splendida terra”.

Monteviasco è una frazione di Curiglia, sita a 926 metri di quota,  una delle tante gemme nascoste del Lago Maggiore. E’ un piccolo borgo incantato tra le nuvole, in cui risiedono solo sette abitanti, dove si può arrivare salendo lungo una scalinata di 1400 gradoni con una camminata di circa un’ora, attraverso boschi di faggi, betulle e castagni porta. Oppure “volando”, con la funivia creata nel 1989, ma ferma da alcuni anni dopo la scomparsa in un incidente del suo storico conduttore. Ora sembra tutto indirizzato per tornare alla “normalità” in questo borgo sospeso nel tempo e nel cielo della Val Veddasca.

Per arrivarci si segue l’unica strada che da Luino sale per Dumenza, poi dalla frazione Due Cossani, si percorre a mezza costa il versante boscoso del monte Gradisea, quindi, dopo aver oltrepassato il monumento in ricordo della visita di San Carlo Borromeo, si arriva a Curiglia, dove termina la strada. Oltre non si può andare, le macchine qui si fermano e si entra in un altro mondo, fatto di natura e paesaggi unici, soprattutto arrivando alla frazione di Monteviasco, inserita di recente nel circuito dei borghi più belli d’Italia.

E’ un affascinante e caratteristico abitato in pietra, praticamente senza cemento, con le case basse dai tetti ricoperti da lucenti piode, addossate une alle altre, vie e vicoli tortuosi in selciato, che s’inerpicano su e giù per lo sperone di roccia, tutto ben tenuto e ordinato, unica concessione alla pietra sono alcune lòbie, le caratteristiche balconate in legno.

L’unica via principale segue a semicerchio la costa della montagna e s’interseca con le altre che portano ai livelli più alti o più bassi per condurre ai pascoli circostanti. Troviamo la Strada Maggiore che diventa poi via delle Corti, ancora in parte coperta da pavimento di legno, la Piazza principale con la fontana e abbeveratoio, quindi immancabile il sagrato della chiesa con il suo campanile in pietra locale che svetta su tutto. Due ristoranti con la balconata sulla valle, sui lati opposti completano il centro abitato al cui limitare si trova anche un osservatorio astronomico.

Partendo dalla piazza della funivia che porta a Monteviasco, parte anche il sentiero che porta ai mulini di Piero, una delle testimonianze contadine più antiche del territorio.

Seguendo il sentiero dopo una cappelletta votiva, si arriva un bivio e a destra si prende la scalinata che in una cinquantina di minuti porta a Monteviasco, mentre a sinistra c’è il sentiero per i mulini, procedendo dritti e dopo aver attraversato il ponte si va in direzione di Piero.

Il paesaggio della natura incontaminata è unico, con i mulini, edificati nel corso del diciottesimo secolo, utilizzati per macinare il grano, restaurati nel 1997, che raccontano la storia del tempo passato. I mulini si trovano appena sopra il torrente Giona, edificati con pietra e legno, inoltre nella bella stagione si possono incontrare animali al pascolo. Dalla seconda metà degli anni 80′ sono stati via via recuperati. Sono diversi gli agriturismi che offrono prodotti a km zero, come la formagella del luinese, miele, latte, formaggi vari, yogurth, salami e slinzega.

 

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