Il fascino retrò di Bellagio

Il fascino retrò di Bellagio

17 Agosto 2019 Off Di Paola Montonati
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“Quando scrivete la storia di due amanti felici, ambientatela sulle rive del lago di Como, a Bellagio, in un piccolo albergo delizioso”

Franz Liszt

Bellagio è uno dei luoghi più belli e romantici al mondo. Un borgo colorato, elegante e storico, fuori dal tempo, sospeso sul lago.

Un paesaggio incantevole, unico, posizionato nel bel mezzo del lago di Como, sulla punta che divide i due rami.

Da Bellagio si ha una vista spettacolare non solo sul bacino del Lario, con i suoi borghi a bordo lago e le vette che lo circondano, ma anche sulle cime alpine, dove si possono vedere le cime delle Grigne e le Alpi svizzere specchiarsi nelle acque del lago.

Gode anche un microclima temperato che ne ha fatto una delle prime destinazioni di vacanza fin dai tempi dei Celti (primi abitatori del territorio) e poi degli antichi romani. Per passare poi agli Sforza, Leonardo da Vinci al Cardinale Borromeo.

La regina Vittoria, il kaiser Guglielmo, Umberto I, Manzoni, Flaubert, Mark Twain, Ippolito Nievo, Stendhal, Tommaso Marinetti che qui si spense, John Fitzgerald Kennedy. Qui Liszt avrebbe vissuto, come ricorda una lapide, “uno dei momenti più fervidi di passione e di creazione musicale della tempestosa sua vita romantica”.

Per arrivare a icone della musica come Bruce Springsteen, Paul Young che dagli anni Ottanta, frequenta sempre Bellagio, tanto da non essere considerato più un turista am uno di casa. Fino a questi giorni di agosto 2019, con Miley Cyrus.

Apprezzata e conosciuta forse più all’estero che in Italia, in particolare dagli americani. Uno dei più famosi casinò di Las Vegas, porta proprio il nome del borgo lariano.

Non solo è modellato sullo stile delle case e del paesaggio presenti sul lago di Como, è ispirato al Grand Hotel Villa Serbelloni, dove Steve Wynn tycoon dei casinò, trascorse le vacanze assieme alla moglie.

Altri due casinò nel mondo hanno utilizzato il nome Bellagio: a Lima (Perù) e a Colombo (Sri Lanka), mentre a Hong Kong, esiste un grattacielo residenziale di sessanta piani battezzato Bellagio.

A Los Angeles la toponomastica richiama Bellagio: vi sono una Bellagio Road, una Bellagio Way e una Bellagio Terrace. A confermare il fascino e l’eleganza irresistibile del luogo.

Sfondo naturale e unico per i film, qui sul lungolago, nel 1984 venne girata una scena del film di Sergio Leone, “C’era una volta in America”, la passeggiata di Robert De Niro (Noodles) con la sua amata Deborah. Luchino Visconti girò a Bellagio una scena del suo Rocco e i suoi fratelli. Ma sono tanti altri i film girati qui.

Chi si arrivi con il battello o in macchina da Como, lo spettacolo che offre è unico. La passeggiata lungolago in centro, quella che sfiora Villa Melzi d’Eril da dove ammirare tutta la Tremezzina e Villa del Balbianello.

Quella che dalla frazione di Pescallo, porta in centro, con lo sguardo sul ramo lecchese, attraversando viette e vicoli medievali, che sbucano improvvisamente in piazzette o porticcioli. Così come sono particolari ed eleganti le numerosi frazioni che compongono Bellagio, disseminate sia lungo le rive del lago che sulle pendici collinari.

Ma cosa rende unica Bellagio, oltre il suo paesaggio naturale?

Tante cose, gli alberghi e i ristoranti di gran classe, dove l’eleganza fa da padrona. Ma anche i ristoranti e gli alberghetti tipici, ricavati nelle antiche e suggestive abitazioni del vecchio borgo, tra vicoli e caratteristiche lunghe scalinate in acciottolato dove s’incontrano uno dopo l’altro negozi variopinti che offrono diversi prodotti di qualità.

Gli splendidi immensi palazzi a picco sul lago, che hanno dato Bellagio quell’ulteriore tocco di allure e che cingono il borgo. Villa Serbelloni, occupa la maggior parte del promontorio che separa i due lati del lago.

Risale al XV secolo, con il suo esterno ampio e dalle linee semplici, ospita un interno accuratamente decorato con soffitti a volta e a cassettoni, quadri e oggetti d’arte, oltre ad essere circondata da un enorme, splendido giardino all’italiana e che alla fine dell’Ottocento.

Fu ceduta come dependance all’Hotel Grande Bretagne e dal 1959 divenne proprietà della fondazione Rockefeller di New York, ed è sede di convegni internazionali, spesso tenuti da studiosi statunitensi. I giardini sono aperti al pubblico per visite guidate da aprile a novembre.

Villa Melzi d’Eril, la residenza estiva del duca Francesco, stretto collaboratore e amico personale di Napoleone Bonaparte, che fu tra gli ospiti più celebri della villa, dove soggiornarono anche Stendhal e il compositore Franz Liszt, che scrisse la sonata D’après une lecture du Dante, ispirato dalle statue del giardino..

Molti sono i monumenti da vedere e amare di questo piccolo scrigno sul lago.

La Basilica di San Giacomo, monumento nazionale, fu edificata alla fine del XI secolo, ma il suo attuale aspetto è nato da un paziente restauro degli inizi del Novecento, che ha permesso di recuperarne la struttura originale, celata sotto gli orpelli tardo–barocchi.

Il campanile è ricavato da una torre difensiva, mentre all’interno preziose tavole dipinte di scuola umbra e lombarda, risalenti al Quattrocento, convivono con sculture romaniche e quadri di stile barocco, come uno attribuito al Perugino e un altro al Foppa.

Da vedere anche la Chiesa di San Giorgio, una piccola chiesetta romanica che risale, come la Basilica, al XI–XII secolo, nota per il campanile a cavalcioni, che si può ammirare lungo Salita Genazzini.

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