La chiesa di San Michele a Crescentino

La chiesa di San Michele a Crescentino

9 Agosto 2020 0 Di Paola Montonati
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Crescentino è una cittadina del Piemonte, situata alla confluenza tra il Po e la Dora Baltea, che ebbe un ruolo strategico nella lotta per il controllo della zona tra il Monferrato, il vercellese, l’astigiano e il torinese.

Fondata nel 1242 dal comune di Vercelli, fu uno dei borghi più importanti della zona, data la sua posizione geografica, oltre che per l’abbondanza di acqua e la fertilità del suolo. 

Tra i tanti episodi storici possiamo ricordare che nel 1776 Crescentino Serra fece spostare per circa 2,5 m un intero campanile, vicino alla chiesa della Madonna del Palazzo, senza smontarlo, con alcuni ingegnosi strumenti dell’epoca.

Nel 1799 sostò a Crescentino papa Pio VI, condotto prigioniero in Francia per ordine di Napoleone, mentre nel 1805, invece, fu lo stesso Bonaparte per una notte a fare una tappa in questa cittadina.

Una delle chiese più note della cittadina è quella di San Michele, con una storia legata a doppio filo a quella dell’omonima confraternita, fondata nel 1569, con la sede principale in via Antonio Cenna, presso la contrada dei Bastioni.

Allora la chiesa era già inserita in una pianta delle fortificazioni del borgo, ma è probabile che le sue origini fossero più antiche.

Una leggenda racconta che è orientata verso mezzogiorno per volontà dei contadini, in modo che San Michele salvaguardasse i terreni coltivati a orto dalle alluvioni.

Durante l’assedio di Verrua da parte degli spagnoli nel 1625, il Duca Carlo Emanuele I° di Savoia assisteva alla Santa Messa in San Michele.

Subito dopo la guerra, la chiesa fu ceduta alla compagnia della Madonna del Carmine, fondata nel 1621, cui nel 1666 fu aggiunta quella dell’ Angelo Custode.

L’edificio è a una sola navata, ricca di stucchi, realizzati intorno al 1626 e sulla cornice longitudinale superiore si può notare l’alternanza dei nodi di Savoia, con un riferimento alla devozione di Carlo Emanuele.

Sotto l’arco del presbiterio si trova uno stemma ligneo policromo, con le insegne araldiche di Casa Savoia, realizzato nel 1648, nel periodo di Maria Cristina.

Nelle pareti laterali si notano quattro tele di notevoli dimensioni, raffiguranti vari momenti della vita della Madonna, realizzate nel 1698 dal pittore Giovanni Battista Ferraris detto il Vicolungo.

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