La chiesa di Santa Maria Nuova a Lu Monferrato

La chiesa di Santa Maria Nuova a Lu Monferrato

9 Marzo 2021 0 Di Paola Montonati
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Tra le colline del Monferrato…

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Nuova situata nella parte alta di Lu Monferrato, risale al XIV secolo, quando papa Sisto IV soppresse la pieve e collegiata di San Giovanni di Mediliano, trasferendo ogni sua prerogativa a favore della chiesa di Santa Maria Nuova.

Il cantiere della nuova chiesa fu aperto nella primavera 1480, poi nel 1482 fu costruita l’abside e nel 1485 la chiesa era completa nelle strutture portanti.

Nel periodo 1747-48 le colonne rotonde in mattoni a vista, con i rispettivi capitelli, vennero ricoperte per formare pilastri a sezione quadrata e gli archi acuti furono trasformati a tutto sesto. Una serie di grandi restauri è stata effettuata tra il 1856-59 dall’architetto Angelo Marchini, dove fu abbattuta e arretrata la fiancata sinistra, eliminando le cinque cappelle interne omolaterali, demoliti tutti gli altari, tranne il maggiore e l’altare del Santissimo Sacramento, fu abbattuto il campanile sulla sinistra della facciata e fu rifatto il pavimento.

Il nuovo campanile fu eretto nel 1887-88 e nel 1892 vennero installate otto nuove campane, infine nelle lunette sovrapposte alle due porte laterali della facciata vennero collocate nel 1957 due ceramiche policrome, raffiguranti la Pesca miracolosa e la Conversione di San Paolo, della scultrice Dora Galli.

La facciata a capanna, in stile gotico, è scandita da quattro paraste culminanti con pinnacoli non originali e alla destra s’innalza il campanile, in stile composito con mattoni a vista, rettangolare fino al tetto della chiesa, dove la cella campanaria ospita un concerto di otto campane.

 L’interno è a croce latina in tre navate, di grandi dimensioni con alte colonne a capitelli dorici dorati a sorreggere gli archi e sulle volte vi sono ornati di Davide Ortoni e figure di Luigi Hartman. Il monumentale altar maggiore fu costruito nel 1767 utilizzando pietre policrome varie tra cui il marmo broccatello, un calcare ricco di conchiglie fossili, estratto presso la cascina Firata. Nell’abside si trovano un rilievo in stucco della Vergine Assunta, di Giuseppe Argenti e, ai lati, due grandi vetrate della ditta Manzoni su disegni di don Verri, cui si devono anche le vetrate del presbiterio, oltre al coro dei canonici di noce intarsiato e alla balaustra marmorea con una statua di San Giuseppe col Bambino, di padre Giuseppe Latini.

Le cappelle a lato dell’altar maggiore furono rinnovate nel 1858; a destra c’è la cappella salesiana con una tela di Paolo Giovanni Crida, raffigurante l’Ausiliatrice col Bambino, don Filippo Rinaldi e don Bosco; a sinistra si trova la cappella del Santissimo Sacramento, dedicata al beato don Filippo Rinaldi, ornata da un mosaico.

Sulla navata destra restano aperte solo tre delle sei cappelle originali: quella che era la prima cappella è stata occupata dalla base del campanile; le ultime due cappelle sono state chiuse per formare la nuova sacrestia, che conserva un altare marmoreo e suppellettili del 1760 e una statua di marmo dell’Assunta con un’iscrizione che ricorda l’erezione della collegiata.

La cripta di San Valerio corrisponde all’antica chiesa di San Pietro, eretta all’interno del castrum signorile, probabilmente agli inizi dell’XI secolo e presenta una cancellata di ferro e ottone e decorazioni dell’indoratore Giovanni Gallese.

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