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Le isole Solovetskiye, conosciute come Solovki, sono un arcipelago al centro del Mar Bianco di un’importanza e valore storico particolare per la Russia….

Il primo insediamento stabile dell’isola fu quello dei monaci German, Zosima e Savvatij che tra il 1429 e 1436 fondarono il monastero di Solovetskiye.

Alla fine del secolo successivo il monastero fu dotato di mura di pietra e postazioni di difesa e nel secolo XVII lo Zar Michail Romanov, per l’importanza strategica della posizione delle isole, ordinò di rafforzare mura e sistemi di difesa affiancando al monastero una posizione militare.

Nel 1920 vennero confiscate tutte le proprietà dell’isola, che furono trasformate parte in azienda agricola statale, parte in prigione e nel 1923 fu istituito il Campo di prigionia delle Solovetskiye per scopi speciali, dove passavano i prigionieri politici, poi deportati nei campi gulag dell’estrema Siberia.

Dopo la morte di Stalin e il discorso al XX Congresso del PCUS del 1956, con il quale Nikita Krusciov prese una netta posizione contro lo stalinismo, la successiva riabilitazione dei prigionieri politici e dei deportati etnici, il sistema gulag fu man mano smantellato, anche se la chiusura ufficiale è datata solamente nel 1960.

Dal 1990 le isole sono tornate a essere un luogo di spiritualità con la riapertura del monastero, due anni dopo l’Unesco ne riconobbe il valore di patrimonio mondiale e oggi sono sempre più una meta di pellegrinaggio e turismo.

Sull’isola Zayatsky, grande neppure un chilometro quadrato e mezzo, si trovano i famosi labirinti delle Solovky, curiose formazioni in pietra fatte da antichi abitanti, o forse solo pescatori di passaggio nel periodo estivo, di origine probabilmente celtica.

Tantissime ipotesi sono state formulate sul significato di queste pietre raccolte e poste in spirali che arrivano a diametri anche di 20 metri, dai riti propiziatori dei druidi, i sacerdoti celti, o come parte di complesse cerimonie funebri, fino a misteriosi legami extraterrestri con le linee di Nazca.

Il mistero è apparentemente infittito dal fatto che queste pietre hanno un’origine geologica estranea alle Solovky, poiché provengono infatti dalla Carelia.

In realtà l’intero arcipelago è caratterizzato da pietre provenienti dalla Scandinavia che sembrano cadute qui dal cielo durante l’ultima glaciazione quando la lingua di ghiaccio, estendendosi verso il Mar Bianco, ha portato con sé pietre strappate dalle montagne rocciose della Carelia, quando il ghiaccio si è sciolto, le pietre sono cadute come dal cielo.

L’uomo è intervenuto solo in ultimo divertendosi forse anche solo a giocarci con quelle pietre, infatti nelle isole abitate stabilmente furono impiegate per l’edilizia.

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