Mario Soldati, raccontare l’Italia di un tempo

Mario Soldati, raccontare l’Italia di un tempo

26 Marzo 2020 Off Di Paola Montonati
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Scrittore e giornalista, Mario Soldati seppe raccontare, nei suoi romanzi e film, l’Italia del secondo dopoguerra contadina, in transizione tra antico e moderno.

Nato il 16 novembre 1906 a Torino, Soldati frequentò ambienti liberali, all’epoca animati dalla figura di Piero Gobetti.

Dopo aver conseguito la laurea in Lettere, lo scrittore frequentò l’Istituto superiore di storia dell’arte, a Roma e nel 1929 pubblicò il suo primo libro di racconti, Salmace per le edizioni della rivista letteraria La Libra diretta dall’amico Mario Bonfantini, oltre a continuare le frequentazioni con pittori e con gli ambienti cinematografici che, dopo averlo visto come sceneggiatore, lo videro anche come regista.

Soldati portò sullo schermo numerosi romanzi, come Piccolo mondo antico (1941), Malombra, Le miserie di Monsù Travet (1947), da una commedia di Bersezio, Eugenia Grandet di Balzac, e La provinciale di Alberto Moravia (1953).

Dopo il conseguimento di una borsa di studio nel 1929, lo scrittore si trasferì in America, dove rimane fino al 1931, e lì scrisse il saggio America, primo amore.

Sin dall’inizio nell’opera è presente l’incontro tra il moralismo ironico – sentimentale e l’intrigo, spinto fino al grottesco, o al giallo.

Mario Soldati è una figura anomala nel panorama letterario italiano del Novecento, sempre incline e a spiazzare, ma oggi è considerato uno dei massimi testimoni letterari dell’Italia di quegli anni, capace di rendere l’animo con precisione, oltre ad aggiungere un pizzico di commozione alla descrizione degli oggetti.

La produzione narrativa di Soldati vede opere come La verità sul caso Motta (1937), A cena col Commendatore (1950), La giacca verde (1950), La finestra (1950), Le lettere da Capri (1954), La confessione (1955), La busta arancione (1966), I racconti del maresciallo (1967), Vino al vino (1976), L’attore (1970), La sposa americana (1977), El paseo de Gracia (1987), Rami secchi (1989) Le sere (1994) e Il concerto (1995).

Alla fine degli anni Cinquanta una partecipazione al “Musichiere” di Mario Riva lo fece conoscere al grande pubblico e da li nacquero le celebri inchieste per la Rai Viaggio nella Valle del Po (1957) e Chi legge? (1960) reportage simbolo del miglior giornalismo televisivo che.

Nella sua carriera Soldati fu anche il testimonial per la promozione di un noto vino, recitò in Napoli milionaria accanto a Peppino De Filippo e in Questa è la vita con Totò, oltre ad aver ideato, diretto e condotto programmi televisivi con Mike Bongiorno.

Vissuto fra Roma e Milano, Mario Soldati passò i suoi ultimi anni in una villa di Tellaro, nei pressi di La Spezia, fino alla sua morte, avvenuta il 19 giugno 1999.

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