Nel Monferrato il borgo degli affascinanti “Infernot”: Cella Monte

Nel Monferrato il borgo degli affascinanti “Infernot”: Cella Monte

1 Ottobre 2019 Off Di Riccardo Alessandro Reina
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Piccolo paesino sulle colline del Monferrato, in provincia di Alessandria, Cella Monte sorge in quella parte di Piemonte famosa in tutto il mondo per i suoi ottimi vigneti e la devozione alla produzione del vino.

Immergendosi tra le sue viuzze, potrebbe capitare di osservare delle conchiglie all’interno dei muri: non sono opera della mano dell’uomo, bensì della natura.

Milioni di anni fa qui c’era il mare e le colline del Monferrato erano i suoi arcipelaghi. Ritirandosi l’acqua è rimasta l’arenaria, una pietra con cui sono state costruite le case dei suoi cinquecento abitanti.

Più ci si addentra nella passeggiata più ci si rende contro di essere in un museo a cielo aperto, rimasto esattamente uguale a quando è stato costruito: tutt’intorno, le morbide colline su cui ogni tanto spunta un gruppo di case, tra il meraviglioso saliscendi delle vigne che sembrano un dipinto impressionista.

Un panorama talmente bello che nel 2011 l’UNESCO ha decretato i paesaggi vitivinicoli delle Langhe, Roero e Monferrato cinquantesimo sito italiano del Patrimonio Mondiale dell’Umanità.

Gli Infernot di Cella Monte

Se la bellezza della pietra arenaria stupisce, esiste un mondo sotterraneo unico: sotto le case, infatti, si celano gli Infernot, solitamente attigui alle cantine, in cui la temperatura e l’umidità costante, l’assenza di luce, di spifferi di aria e di rumore offrono le condizioni ottimali per la conservazione delle bottiglie di vino più pregiate.

I locali sono spesso angusti e risalgono al periodo tra il 1830 e il 1860, per poi cadere in disuso nel 1900: piccoli capolavori architettonici costruiti dagli abitanti.

La chiesa di San Quirino, costruita nel ‘600, e la fontana nella piazza centrale sono due piccole chicche da vedere, come Palazzo Volta, oggi sede dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, il cui recente restauro ha portato alla luce uno straordinario loggiato del ‘400; la festa dei patroni San Quirico e Giulitta si celebra il terzo fine settimana di luglio. Se invece avete voglia di fare una passeggiata a piedi, in bicicletta o a cavallo, “L’anello di Cella Monte”, “Dipinti, rose e vigne” e “Vigneti e Infernot” sono tre sentieri percorribili che consentono ai visitatori di scoprire i colori dei vigneti, le fioriture del borgo e i mirabili panorami.

Le rose e la gastronomia gourmet

Le rose sono protagoniste anche dell’evento primaverile de “Le Colline sono in Fiore”, un’originale sfida tra i residenti che allestiscono addobbi floreali nella via centrale.

Da sempre in concorso a “Comuni Fioriti”, nel 2006 Monte Cella ha rappresentato i piccoli Comuni alla prima partecipazione dell’Italia al concorso europeo “Entente Florale”, ottenendo la medaglia d’argento.

Per dare piacere non solo agli occhi ma anche al palato, nel primo weekend di novembre durante la “Sagra Regionale del Tartufo Bianco in Valle Ghenza” è possibile degustare il profumatissimo fungo ipogeo, ma nel borgo si producono anche ottimi salami.

Altri piatti da provare sono gli agnolotti, il fritto misto alla piemontese e la buonissima bagna cauda, con il suo tipico intingolo di olio, aglio e acciughe, tutto accompagnato da ottimo vino.

FONTE: SiViaggia

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