Novità per la Val Camonica Patrimonio Mondiale dell’Unesco

Novità per la Val Camonica Patrimonio Mondiale dell’Unesco

9 Novembre 2019 Off Di Paola Montonati
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Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Comunità Montana della Valle Camonica e la Regione Lombardia negli ultimi giorni hanno firmato un accordo per attuare una serie di politiche integrate per la valorizzazione e gestione del sito, che è anche Patrimonio Mondiale dell’Unesco, dell’Arte rupestre della Val Camonica.

Scopo dell’accordo è realizzare una gestione integrata degli interventi e un maggiore coordinamento tra gli enti, ottimizzando l’uso delle risorse, che prevede anche la costituzione di una segreteria tecnica (a costo zero) e la realizzazione di un programma comune di lavoro.

Hanno firmato l’accordo Emanuela Daffra, direttore del Polo Museale della Sovrintendenza della Lombardia, Giuseppe Stolfi, sovrintendente Belle Arti per le province di Bergamo e Brescia, Stefano Bruno Galli, assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia e Attilio Cristini per la Comunità Montana di Valle Camonica.

Questo accordo consentirà valorizzare adeguatamente l’immenso patrimonio rappresentato dal sito delle incisioni rupestri della Valle Camonica.

Quaranta anni fa, il 26 ottobre 1979, il primo sito Unesco riconosciuto in Italia fu proprio in Lombardia, in Val Camonica, nel sito delle incisioni rupestri, dove riposa la Rosa camuna simbolo della Regione Lombardia.

Tutto questo sarà davvero importante per l’identità culturale lombarda guardando verso il 2020, data del cinquantesimo anniversario della Regione Lombardia.

Attraverso quest’accordo di valorizzazione saranno aperti tutti i cinque sentieri che attraversano Naquane, per ammirare le incisioni nella loro totalità, poiché a oggi, infatti, sono aperti solo 2.

Sarà dunque possibile osservare questo straordinario patrimonio che risale a 12.000 anni fa, un libro aperto sulla storia dell’uomo che esige dal punto di vista delle istituzioni un impegno particolare, finalizzato a una piena valorizzazione.

E, se l’accordo funzionerà , potrà essere esteso agli altri 9 siti Unesco, infatti dei 55 siti italiani, 12 sono in Lombardia, ma 2 appartengono al patrimonio immateriale, ma dovrà essere adattato alle singole esigenze territoriali.

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