Ren Hang – Nudi a Prato

Ren Hang – Nudi a Prato

10 Luglio 2020 0 Di Paola Montonati
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Fino al 23 agosto il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta una mostra dedicata al fotografo e poeta cinese Ren Hang, con una selezione di 90 fotografie, accompagnate da un portfolio che documenta il backstage di uno shooting del noto fotografo nel Wienerwald nel 2015 e un’ampia sezione di libri sul suo lavoro.

Nato nel 1987 a Chang Chun, nella provincia di Jilin, soprannominato la Detroit della Cina, Ren Hang studiò Comunicazione all’Università di Pechino, interrompendo gli studi per iniziare, da autodidatta, la carriera di fotografo, con come primo soggetto il suo coinquilino.

Con fotocamere digitali a basso costo e un uso nuovo del flash, ha messo a punto uno stile che gli ha permesso di affermarsi fuori dal suo paese, diventando un autore di culto.

Tra le sue mostre più note ci sono la collettiva FUCK OFF 2 al Groninger Museum nel 2013, curata da Ai Weiwei, la personale al FOAM, Amsterdam, nel 2017, quella alla Maison de la Photographie a Parigi e a C/O a Berlino, entrambe nel 2019.

Ha pubblicato il suo lavoro in libri autoprodotti a bassa tiratura, oltre a una produzione poetica che condivide temi e toni.

Spesso teneri e sensuali, i suoi versi furono un altro strumento per infrangere i tabù sociali ed esplorare i temi della vita, della morte, del desiderio.

Affetto da grave depressione, Ren Hang si è suicidato a Pechino, nel 2017.

Per lo più nudi, i suoi soggetti del giovane fotografo appaiono su un tetto tra i grattacieli di Pechino, in una foresta di alberi ad alto fusto, in uno stagno con fiori di loto, in una vasca da bagno tra pesci rossi che nuotano oppure in una stanza spoglia, sempre con i loro volti impassibili e le membra piegate in pose innaturali.

Cigni, pavoni, serpenti, ciliegie, mele, fiori e piante sono utilizzati oggetti di scena dal grande potere evocativo, ma risultano di difficile definizione e allo stesso tempo puri, permeati da un senso di mistero e da un’eleganza formale e al tempo stesso melanconica.

I corpi dei modelli, esili, glabri, dalla pelle bianchissima e i capelli neri, rossetto rosso e unghie smaltate per le donne, sono trasformati in forme dove il genere non è importante, oltre la morale tradizionale che ancora governa la società cinese.

Orario di apertura:  giovedì-venerdì-sabato-domenica 12-20

Biglietti: intero 7 euro, ridotto 5 euro.

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