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Lo scrittore che raccontò la disillusione dell’America degli anni Cinquanta…

Richard Yates nacque il 3 febbraio 1926, a Yonkers, sobborgo di New York affacciato sull’Hudson, da un rappresentante della General Electrics, che sognava una carriera da tenore, e una madre con ambizioni artistiche.

Dopo aver passato un’infanzia segnata dell’infelice matrimonio dei genitori, che sfociò nel divorzio, Yates combatté nella seconda guerra mondiale in Francia prima e poi prese parte all’occupazione della Germania distrutta dalle bombe.

Gli anni in Europa furono fatali per la salute dello scrittore, che fu colpito dalla tubercolosi, e dovette conviverci per tutta la vita.

Il dramma borghese dell’infanzia dello scrittore si riflette, inesorabile, nella sua poetica, a partire dal suo splendido esordio: Revolutionary Road, del 1961.

Romanzo che ebbe un buon successo nonostante si trattasse di un prodotto piuttosto difficile per il mercato editoriale, con uno stile molto realista, Revolutionary Road segue le frustrazioni coniugali di una coppia del Connecticut e nei due protagonisti, Frank e April Wheeler, spenti da una vita che non riflette le loro aspirazioni culturali e artistiche, non è difficile riconoscere i genitori di Yates.

Con i suoi romanzi, ma anche numerosi racconti brevi, Yates diede vita a una realtà piccolo-borghese mutuata dalle sue esperienze di vita.

Ad esempio i personaggi che affollano i racconti di Undici solitudini, raccolta del 1962, sono solitudini raccontate che fanno riferimento a esperienze vissute in prima persona dall’autore, a sentimenti conosciuti e analizzati, ambientate in contesti scolastici, storie di adulteri e crisi coniugali, storie di aspiranti scrittori.

Tutti i personaggi dello scrittore sono accomunati dalla feroce onestà con cui Yates li racconta, vittime e carnefici di tanto banali quanto crudeli situazioni quotidiane, fino a Cold Spring Harbor, del 1986, in cui Yates tratteggia gli incroci e scontri di tre famiglie della provincia di Long Island, benestante e uguale a se stessa, che è il cuore dell’esplosione di dolori covati in seno alla quotidianità.

Padre di tre figlie avute da altrettante mogli, Richard passò la sua vita a scrivere, per se stesso e per gli altri, ricoprendo anche l’incarico di autore per Bob Kennedy, quando era Ministro della Giustizia, e combattendo con i suoi traumi mai risolti che si mostrarono in una dipendenza dall’alcol prima e in vari episodi depressivi poi.

Yates si portò dietro il suo dramma interiore per anni, con continui malesseri e ricadute, fino alla morte, avvenuta per un enfisema polmonare a 76 anni, il 7 novembre 1992.

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