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Un uomo che, con le sue foto, ha raccontato la storia del primo Novecento…

Nato il 22 ottobre 1913 a Budapest col nome di Endre Ernő Friedmann, iniziò a lavorare in uno studio fotografico nei primi anni  Trenta, a Berlino, poi cominciò a collaborare con l’agenzia giornalistica Dephot.

Con l’avvento del nazismo in Germania, nel 1933 scappò in Francia, dove provò a lavorare come fotografo free-lance, ma non ebbe vita facile.

Nel 1935 conobbe la giovane tedesca Gerta Pohorylle, scappata dalla Germania perché ebrea e avversa al regime hitleriano, che nel 1936 s’inventò un personaggio di fantasia, spacciando a tutti il suo lavoro del suo compagno come quello di un fotografo americano, nacque così il nome di Robert Capa.

Ben presto Robert fotografò i tumulti di Parigi nell’ambito delle elezioni della coalizione governativa di sinistra nota come Fronte Popolare e in agosto si recò in Spagna con Gerda Taro, per fotografare la guerra civile e in novembre collaborò con la resistenza di Madrid e con Gerda, diventata una fotogiornalista indipendente.

Nel luglio 1937, mentre Capa si trovava a Parigi per lavoro, Gerda fotografò la battaglia di Brunete a ovest di Madrid ma durante una ritirata, nella confusione, morì,  schiacciata da un carro armato del governo spagnolo.

Un anno dopo Capa passò sei mesi in Cina in compagnia del cineasta Joris Ivens per documentare la resistenza contro l’invasione giapponese ma, tornato in Spagna nel 1939, fece in tempo a fotografare la capitolazione di Barcellona, poi ritrasse i soldati lealisti sconfitti ed esiliati nei campi d’internamento in Francia e realizzò vari servizi, tra i quali uno sul Giro di Francia.

Dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, in settembre, Capa s’imbarcò per New York dove cominciò a realizzare vari servizi per conto di Life e attraversò l’Atlantico con un convoglio di trasporto di aerei americani in Inghilterra, realizzando numerosi servizi sulle attività belliche degli alleati in Gran Bretagna.

Capa, da marzo a maggio del 1943, realizzò un reportage fotografico sulle vittorie degli alleati in Nord Africa, mentre in luglio e agosto fotografò i successi militari degli alleati in Sicilia e documentò i combattimenti nell’Italia continentale, compresa la liberazione di Napoli.

Nel gennaio 1944 partecipò allo sbarco alleato ad Anzio, mentre il 6 giugno sbarcò con il primo contingente delle forze americane a Omaha-Beach in Normandia, poi fu al seguito delle truppe americane e francesi durante la campagna che si concluse con la liberazione di Parigi il 25 agosto.

Terminato il conflitto mondiale, Robert Capa divenne cittadino americano e nel 1947, insieme con gli amici Henri Cartier-Bresson, David Seymour, George Rodger e William Vandivert fondò l’agenzia fotografica Magnum. dedicando molto tempo al lavoro dell’agenzia, alla ricerca e alla promozione di giovani fotografi.

Nell’aprile 1954 fu ospite dell’editore Mainichi in Giappone e giunse ad Hanoi il 9 maggio in veste d’inviato di Life per fotografare la guerra dei francesi in Indocina per un mese.

Il 25 maggio, mentre accompagnava una missione militare francese da Namdinh al delta del Fiume Rosso, Capa in un campo calpestò una mina anti-uomo, rimanendo ucciso.

Nel 1955 Life e Overseas Press Club istituirono il Premio annuale Robert Capa per la fotografia di altissima qualità sostenuta da eccezionale coraggio e spirito d’iniziativa all’estero e vent’anni dopo Cornell Capa, fratello e collega di Robert, fondò l’International Center for Photography a New York.

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