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Santo Stefano, il primo martire cristiano

DiPaola Montonati

Dic 26, 2020
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Un santo considerato il simbolo dei primi anni del cristianesimo…

Non a caso il 26 dicembre, subito dopo il Natale, si festeggia Santo Stefano, il primo martire della cristianità.

Secondo il Nuovo Testamento la morte di Stefano sarebbe avvenuta intorno al 33 D.C. e la si può leggere negli Atti degli Apostoli ai capitoli 6 e 7.

Stefano si unì agli apostoli dopo la Pentecoste, diventando un discepolo, con lo scopo di diffondere la parola di Dio e la storia di Gesù.

Il ragazzo s’impegnò a fondo in questa nuova avventura spirituale e col tempo il numero di ebrei che si convertivano al cristianesimo cominciò ad aumentare, al punto che i sacerdoti del sinedrio di Gerusalemme denunciarono Stefano per blasfemia, accusandolo di predicare contro Mosè e contro Dio.

Stefano fu accusato da falsi testimoni, ma non abiurò mai e per questo, dichiarato colpevole, fu condannato alla lapidazione.

Fra coloro che indagarono su Stefano, vi fu Saulo di Tarso, che in seguito sarebbe diventato San Paolo.

Per la chiesa Stefano è un Santo molto caro anche per via del fatto che la benedizione che gli diedero gli Apostoli prima di lasciarlo partire per predicare è vista come il principio del cammino del diaconato, infatti Stefano è il protettore dei diaconi.

Fu solo nel 1949 che il giorno di Santo Stefano divenne festivo, per prolungare, seppure di un solo giorno, le vacanze natalizie.

Ma come mai la data prescelta dalla chiesa per celebrare questo martire è il 26 dicembre? Il motivo è molto semplice, poiché Stefano è riconosciuto come il primo martire della cristianità, lo si è messo accanto a Gesù nel calendario in modo che la festa avesse anche una coerenza temporale, celebrando il primo santo, dopo l’avvento del Cristo, che ha combattuto per la fede.

Le tradizioni del 26 dicembre sono due, mangiare gli avanzi di Vigilia e Natale, e trascorrere il tempo in famiglia, magari per un cineforum casalingo che permette di rivedere le pellicole diventate ormai grandi classici del Natale o si va a far visita ad amici e parenti che non si ha avuto l’occasione di vedere in precedenza.

Ma il 26 dicembre è anche la giornata dei giochi di Natale, dove grandi e piccini si ritrovano attorno al tavolo coperto da un panno per giocare ai classici, come Mercante in fiera e sette e mezzo, oppure alla tombola, il gioco delle feste per eccellenza.

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Paola Montonati

Giornalista e blogger. Sognatrice, ama l’archeologia, la storia, l’arte, il cinema, la letteratura... e la racconta. Per qualsiasi informazione scrivere a: paola@personalreporter.it

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