Shunk – Kender. Art attraverso l’occhio della telecamera a Lugano

Shunk – Kender. Art attraverso l’occhio della telecamera a Lugano

25 Marzo 2020 Off Di Paola Montonati
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Fino al 14 giugno il Museo d’arte della Svizzera italiana di Lugano presenta una mostra sui fotografi Harry Shunk e János Kender che, attraverso le loro fotografie, restituiscono un’inestimabile testimonianza del mondo dell’arte moderna con Andy Wahrol, Christo e Jeanne-Claude, Yves Klein, Daniel Spoerri, Niki de Saint Phalle e Jean Tinguely, immortalati a Parigi e New York.

La mostra, concepita dal Centre Pompidou di Parigi in collaborazione con il MASI, è la prima retrospettiva per i due fotografi ed è una testimonianza dello spirito di una generazione di artisti interessati alla sperimentazione e alla ricerca di spazi nuovi e alternativi in cui creare la loro arte. Shunk e Kender furono testimoni di quel ventennio del ventesimo secolo, ideando un’opera fotografica unica.

Il percorso espositivo, curato da Julie Jones, Stéphanie Rivoire e Chloé Goualc’h, vede 450 scatti e documenti originali tra i 10000 donati dalla Roy Lichtenstein Foundation nel 2014 e conservati presso la Bibliothèque Kandisky di Parigi.

Le fotografie esposte, nelle sezioni Intimità, Il corpo in azione e Nuovi spazi, immergono il pubblico nella scena parigina con scatti d’inaugurazioni, mostre e performance, come il fotomontaggio Le Saut dans le vide di Yves Klein (1960) le numerose sessioni delle Anthropométries e quelle di tiro di Niki de Saint Phalle per la mostra Feu à Volonté (1961) le cene di Daniel Spoerri, come quella in occasione della mostra 723 utensiles de cuisine (1963).

La vicinanza al gruppo dei Nouveaux Réalistes portò Shunk e Kender a immortalarne le performances organizzate a Milano nel 1970 per il decimo anniversario della nascita del movimento parigino.

Il duo sa New York alla fine degli anni Sessanta documentò gli Happenings di Yayoi Kusama, le coreografie di Trisha Brown in zone industriali di Soho e le sperimentazioni artistiche di Pier 18, un progetto ideato dal curatore indipendente Willoughby Sharp con la partecipazione di 27 artisti.

Shunk e Kender furono tra i primi ad avventurarsi fuori dallo studio fotografico e divennero in poco tempò l’unico riferimento dei circoli dell’avanguardia, come dimostrano la maggior parte delle fotografie private che ritraggono gli artisti nella loro intimità.

Tra quelle della mostra ci sono Robert Rauschenberg circondato dai suoi animali domestici e Andy Wahrol durante la sua prima visita a Parigi nel 1965 in occasione della mostra a lui dedicata presso la Galleria Sonnabend.

Warhol è protagonista anche in una delle ultime collaborazioni tra i due fotografi, realizzata nel 1971, per la pubblicazione di The Autobiography & Sex Life of Andy Warhol, che raccoglie interviste a persone vicine all’artista, per un ritratto della figura chiave della scena underground degli anni Sessante.

I due fotografi nel 1973 misero fine al loro rapporto, con l’accorso per cui tutte le fotografie del periodo 1958-1973 sarebbero state firmate con la sigla Shunk-Kender, indipendentemente dall’autore dello scatto.

Fu il solo Shunk a continuare a documentare la scena artistica di quegli anni fino a un progressivo isolamento che caratterizzò gli ultimi anni della sua vita.

 

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