Storie e miti della vendemmia: quasi un rito dell’autunno ormai alle porte

Storie e miti della vendemmia: quasi un rito dell’autunno ormai alle porte

21 Settembre 2019 Off Di Paola Montonati
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Con l’arrivo dell’autunno per i viticoltori è l’inizio della vendemmia, la raccolta dell’uva destinata alla produzione del vino, momento decisivo per le sorti di qualsiasi azienda vinicola, ma anche ricco di fascino e storia, visto come un’occasione di aggregazione e condivisione, di festa e celebrazione.

Le prime testimonianze della vendemmia risalgono addirittura al 10.000 a.C. nelle zone della Mezzaluna Fertile, dove si trovava la Mesopotamia, come parte di una cerimonia religiosa di ringraziamento agli dei per i frutti riservati dalla terra all’uomo.

Nell’antica Roma, il 19 agosto si celebrava la Vinalia Rustica, una festa in onore di Giove che dava ritualmente inizio alla vendemmia, dove l’uva era raccolta a mano con strumenti simili a coltelli, depositata in piccoli recipienti e poi riversata in delle vasche, dove era pigiata.

Durante i giorni della vendemmia tutte le altre attività erano sospese, infatti l’intera famiglia si riuniva per dedicarsi unicamente al lavoro nei campi, per festeggiare e trascorrere del tempo insieme.

Il momento della vendemmia ebbe queste caratteristiche fino alla metà del secolo scorso, poi la sacralità dell’evento, spesso legato ai santi come ringraziamento per l’uva prodotta, oltre ad essere un’occasione d’incontro, di lavoro e di festa, dove la famiglia si riuniva a cena per celebrare questa giornata, perse parte del suo fascino, anche se alcune aziende mantengono usanza, consapevoli dell’opportunità unica che si nasconde dietro a quest’attività.

Anche se settembre è considerato il mese della vendemmia; in realtà, diversi fattori, come la zona di produzione, il clima o il vino, influenzano il periodo d’inizio, in Italia, ad esempio, si vendemmia da luglio fino a dicembre.

Le modalità di raccolta dell’uva sono molto variabili, infatti alcune aziende preferiscono evitare l’utilizzo di strumenti meccanici e raccolgono i grappoli manualmente, per una migliore selezione e attenzione nei confronti del raccolto.

Addirittura in alcuni casi la vendemmia avviene a gennaio o nei mesi invernali per produrre un vino particolare, detto il vino di ghiaccio, ottenuto dalla fermentazione di grappoli ghiacciati.

Ma c’è anche la raccolta di uva nelle ore buie, infatti la vendemmia notturna eviterebbe fermentazioni indesiderate e avrebbe un impatto ecologico positivo, come a Donnafugata, in Sicilia, dove ormai è realtà.

Non manca la vendemmia a ritmo di musica, poiché diverse aziende vitivinicole con raccolta manuale dei grappoli accompagnano il lavoro nei campi a tracce musicali rock, dato che ascoltare musica faccia sentire meno la fatica e incentivi il lavoro.

 

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