Traffico di cuccioli. Commerciante di animali condannato a 15 mesi

Traffico di cuccioli. Commerciante di animali condannato a 15 mesi

30 Marzo 2019 0 Di Riccardo Rico Reina

Aveva importato in Italia 13 cuccioli di cane privi di microchip e di certificazione sanitaria, e con un’ età inferiore a quella prevista per la movimentazione dei pet (3 mesi).

Per questo C.V, un commerciante di animali 64enne originario di Torino ma residente a Loano (Savona), è stato condannato in primo grado dal Tribunale di Arezzo a 15 mesi e a 2.500 euro di risarcimento.

L’uomo, è stato riconosciuto responsabile anche del reato di maltrattamento di animali per aver costretto i 13 cuccioli a viaggiare in condizioni precarie, stipandoli nel bagagliaio di un’automobile.

Lo rende noto l’Ente Nazionale Protezione Animali che ha partecipato al procedimento in qualità di parte civile, rappresentato dall’avvocato Claudia Ricci e in sede di udienze dall’avvocato Simona Chiarini.

Le vicende giudiziarie del 64enne non finiscono qui. L’uomo, infatti, è coinvolto anche in un altro procedimento giudiziario, che si celebra sempre ad Arezzo, nel quale è imputato sempre per maltrattamento di animali e per reati connessi al traffico di cuccioli.

In questo caso il commerciante venne pizzicato il 3 marzo 2016 mentre trasportava illegalmente, a bordo di una Ford Mondeo con targa italiana, due cuccioli di bulldog.

Anche in tale circostanza gli animali, troppo giovani per viaggiare, erano tenuti in condizioni tal da configurare il maltrattamento.

Enpa è parte civile pure nel secondo procedimento. Risulta inoltre che al settembre 2014 l’uomo fosse già stato denunciato sette volte per questo tipo di reati. Insomma, C.V sarebbe un recidivo.

Il procedimento giunto a sentenza  ieri, quello relativo ai 13 cagnolini, si riferisce a fatti svoltisi nel settembre del 2014 quando il commerciante di animali venne colto in flagranza mentre percorreva l’A1 direzione Sud a bordo di una Skoda con targa slovacca, intestata ad una ditta slovacca.

A incastrarlo, una pattuglia della polizia stradale che fermò il veicolo all’altezza del casello di Arezzo, per un normale controllo.

Fu così che i due agenti, aperto il bagagliaio, scoprirono il “carico illegale”: 14 cuccioli di poco più di 50 giorni, tra maltesi, chihuahua, bull dog, highland white terrier, ammassati l’uno sull’altro, senza acqua, senza cibo, senza neanche lo spazio per i movimenti più elementari.

In quelle condizioni, per i poveri animali, in evidente stato di sofferenza, perfino respirare era un problema. Grazie all’intervento della Polizia Stradale, i cagnolini furono messi in sicurezza, posti sotto sequestro e consegnati all’Enpa di Arezzo.

Oggi, 10 dei 13 cuccioli vivono sereni con le loro nuove famiglie: 3 purtroppo sono deceduti poco dopo.

«Il commercio legale, con la sua prospettiva di profitto, finisce per alimentare anche i traffici illegali: per alcuni la massimizzazione del guadagno rappresenta un’attrattiva irresistibile.

Di solito – commenta la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi – i commercianti disonesti non si “sporcano le mani” ma si affidano ad altri soggetti per l’importazione. In questo caso, invece, è stato lo stesso commerciante a calarsi nelle vesti di trafficante. 

Ciò conferma l’urgenza di fermare le compravendite di animali e togliere ogni possibilità di guadagno a chi lucra sulla pelle degli esseri viventi».