Un viaggio chiamato Strega: Paolo Volponi

Un viaggio chiamato Strega: Paolo Volponi

23 Maggio 2020 0 Di Paola Montonati
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Vincitore nel 1965 e nel 1991 del Premio Strega, Paolo Volponi nella sua vita visse il mondo dell’industria italiana durante il boom economico, lavorando per l’Olivetti di Ivrea…

Paolo Volponi nacque a Urbino il 6 febbraio 1924 e fin da bambino manifestò una fortissima curiosità verso la cultura.

Nel luglio 1943 conseguì la maturità classica e a settembre s’iscrisse alla facoltà di giurisprudenza di Urbino, ma dopo l’armistizio per un breve periodo, si unì ai partigiani.

Volponi nel 1947 si laureò in legge e, superato l’esame di procuratore legale, s’iscrisse all’albo dell’ordine forense, col desiderio di lasciare Urbino per dare un contributo importante alla sua nazione.

Dal 1948 frequentò Milano, dove conobbe uomini come Montale, Vittorini, Sereni e Adriano Olivetti, che tra il 1950 e il 1954 incaricò Volponi di una serie d’inchieste nell’Italia meridionale, in vista della ricostruzione edilizia e del tessuto socio-economico, con il sostegno di Carlo Levi e Rocco Scotellaro.

A Pietrasanta, in occasione del Premio Nazionale di poesia Giosuè Carducci 1954, lo scrittore conobbe Pier Paolo Pasolini, che gli suggerì di scrivere un romanzo.

Nel 1956 Volponi assunse la direzione dei servizi sociali dell’Olivetti a Ivrea, dove cercò di far progredire la qualità della vita dei dipendenti, con servizi di mensa, assistenza medica, asili e colonie estive per i figli degli operai, iniziative culturali.

Lo scrittore nel 1959 sposò Giovina Jannello, assistente personale di Adriano Olivetti, da cui ebbe due figli, Caterina e Roberto.

La morte di Olivetti, avvenuta nel 1960, fece capire a Volponi che l’Italia forse aveva perso l’unico che poteva dare un forte impulso all’industria.

Il primo romanzo dello scrittore, Memoriale, uscì da Garzanti nel marzo del 1962 e il secondo, La macchina mondiale, nel 1965 vinse il premio Strega.

Nel 1966 Volponi divenne capo del personale dell’Olivetti e promosse la riscoperta di un artigianato intelligente all’interno della fabbrica e la formazione del personale.

Quando nel 1971 Bruno Visentini gli offrì la carica di amministratore delegato dell’Olivetti, lo scrittore si dimise. Successivamente Umberto Agnelli lo invitò a studiare, per conto della Fiat, i rapporti fra città e fabbrica.

Nel 1974 pubblicò per Einaudi il romanzo Corporale.

Il 3 settembre 1989. poco tempo dopo la pubblicazione di Le mosche del capitale, Volponi perse il figlio Roberto, che aveva ventisette anni, nel disastro aereo di l’Avana.

Nel 1991 vinse il premio Strega con La strada per Roma.

Nominato Senatore della Repubblica, Paolo Volponi morì nel pomeriggio del 23 agosto 1994 per infarto all’ospedale Le Torrette di Ancona.

Ora è sepolto accanto al figlio nel cimitero di San Cipriano di Urbino.

 

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