Veleggiando sul Campiello: Luigi Santucci

Veleggiando sul Campiello: Luigi Santucci

11 Luglio 2020 0 Di Paola Montonati
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Vincitore del Premio Campiello 1967 con Orfeo in paradiso, Luigi Santucci per tutta la vita visse l’essere sospeso tra il mondo borghese e la sua profonda fede, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo…

Santucci nacque a Milano l’11 novembre 1918 da Alessandro e da Emma Pera, membri di una famiglia dell’alta borghesia con ascendenze aristocratiche.

Conseguita la maturità classica presso l’istituto Leone XIII nel 1937, si iscrisse a lettere moderne all’Università cattolica, dove si laureò nel 1941 con Mario Apollonio, discutendo una tesi in letteratura per l’infanzia.

Iniziò a insegnare negli istituti superiori di Gorizia e Milano, esercitando la docenza fino al 1962, quando si dedicò definitivamente alla scrittura.

Antifascista convinto, Santucci partecipò alla Resistenza prima in Val Cannobina, poi a Milano, dove s’impegnò nella redazione del periodico L’Uomo, accanto a Apollonio e a Gustavo Bontadini, David Maria Turoldo e Camillo De Piaz.

Fu dopo la guerra che cominciò ad approfondire la sua vena narrativa e nel 1946 diede alle stampe i Misteri gaudiosi, riflessioni in prosa sui misteri del rosario, che vinsero il premio Paraggi.

L’anno seguente uscì il primo romanzo In Australia con mio nonno, insignito con il premio Mondadori nello stesso anno.

Nel 1950 sposò l’amica d’infanzia Bice Cima, da cui ebbe quattro figli, Michele, Agnese, Raimondo ed Emma.

Gli anni Cinquanta videro le ripubblicazioni e aggiornamenti di opere precedenti, oltre alla scrittura per il teatro con i drammi sacri Chiara, Milano 1955; l’Angelo di Caino, Assisi 1956, e l’atto unico Un buco nel presepio, Milano 1953, e a raccolte di racconti come Lo zio prete.

Con Il libro dell’amicizia, antologia di passi di autori celebri sul tema, Santucci passo agli anni dei romanzi della maturità e del vero successo, come Il velocifero (1963) e Orfeo in paradiso (1967).

Gli anni Settanta videro diversi romanzi, come Non sparate sui Narcisi (1971), Come se (1973), Il Mandragolo (1979), tutti editi da Mondadori.

Santucci pubblicò per Mondadori nel 1981 la raccolta di racconti Il bambino della strega, mentre l’interesse per il Medioevo, presene negli ultimi anni, sfociò nel romanzo breve Il ballo della sposa del 1985, che, sullo sfondo delle crociate, recupera il tema dell’infanzia e della spiritualità.

Dal 1981 coltivò un’intensa amicizia con monsignor Gianfranco Ravasi, in particolare durante le vacanze estive a Guello.

Agli ultimi anni risalgono varie opere per bambini e ragazzi tra cui Una strana notte di Natale (1992), Tra pirati e delfini (1996) e Le frittate di Clorinda (1996).

Il 23 maggio 1999 Santucci morì a Milano, poco dopo l’uscita in libreria della sua ultima opera, Éschaton. Traguardo di un’anima, una biografia della sua lunga vita e della sua ricerca di Dio.

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