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Una perla affacciata sul golfo Borromeo. Città diffusa nata nel 1939 dall’unione di Intra, Pallanza e Suna, è una delle più note e apprezzate località turistiche del lago Maggiore.

Ricca di storia plurimillenaria, immersa nella natura, signorile, offre panorami incantevoli e romantici sul lago e sulle montagne, eleganti e raffinati palazzi e ville di varie epoche, immersi in parchi immensi e giardini rigogliosi con alberi e fiori rari che nulla hanno da invidiare a posti più rinomati. Spesso palcoscenico a cielo aperto di romanzi e film.

Un passato tra il 700, la Belle Epoque e gli anni 30 del secolo scorso che ha fatto sognare con la vicina Stresa. Luoghi e paesaggi che hanno incantato, inspirato e stupito re, regine, nobili, pittori, artisti, scrittori di ogni epoca e ogni latitudine. In molti presero ad abitare qui, su tutti Paolo Troubetzkoy, artista russo ma verbanese d’adozione. Costruì un vero e proprio cenacolo culturale, che diede vita a diversi movimenti pittorici e scultorei. Il celebre direttore d’orchestra Arturo Toscanini, dal 1927 al 1952 scelse di risiedere sull’isolino San Giovanni di fronte al centro di Pallanza. Isolino dove nel corso dei secoli si sono alternati numerosi personaggi illustri.

Punto fermo il rigoglioso e coloratissimo giardino di Villa Taranto a Pallanza, uno dei più belli d’Italia e del mondo; fa parte del circuito inglese della Royal Horticultural Society.

Visitato ogni anno da più di 150.000 persone, è stata realizzato tra il 1931 e il 1940 dal capitano scozzese Neil Mc Eacharn con l’aiuto del botanico Henry Cocker, su un’area di circa 20 ettari tra lago e collina con un patrimonio botanico che conta più di 20.000 varietà e specie di particolare valenza botanica provenienti da tutto il mondo. Particolarmente apprezzata è la fioritura dei 50mila tulipani in primavera.

Decisamente gradito dai turisti e davvero comodo,  è l’arrivo con i battelli che solcano il lago e che hanno l’attracco proprio davanti ai giardini della villa.

Dall’ingresso della villa parte una pista ciclopedonabile che porta in centro a Pallanza apprezzatissima da visitatori e locali, da dove godere al meglio del lago.

A Pallanza si possono ammirare anche Villa Giulia e Villa San Remigio, con giardini stupendi e una storia davvero unica da raccontare.

La storia dell’ottocentesca Villa Giulia, in stile neoclassico è legata alla famiglia Branca, inventori nel 1836 di uno dei più famosi liquori italiani il Fernet. Negli anni 30′ del secolo scorso, divenne Hotel, ma anche Casinò noto come Kursaal. Negli anni ‘80 e primi ‘90 fu poi apprezzatissima discoteca all’aperto. Oggi Villa Giulia è di proprietà comunale ed è sede di numerose mostre ed esposizioni di arte, soprattutto, ospita importanti manifestazioni come la Mostra della Camelia, uno dei fiori tipici del territorio, sia in primavera che in inverno.

Sulla sommità del Colle della Castagnola troviamo Villa San Remigio che domina il lago con un giardino di otto ettari, conosciuta per essere una delle locations per antonomasia dei matrimoni sul lago Maggiore. Deve il suo nome da una piccola chiesa romanica del XII secolo, dedicata appunto a San Remigio che delimita il parco.

Realizzata a fine dell’800 da una coppia di nobili, il marchese Silvio della Valle di Casanova, musicista e poeta, e dalla moglie l’irlandese Sophie Browne, pittrice, che l’aveva ricevuta in eredità dal nonno. L’idea era quella di ricreare un ambiente di perfetta simbiosi tra natura e arte.

Fecero trasformare e ampliare un preesistente chalet in stile svizzero, in una villa in stile barocco lombardo. Nel grande parco oltre a maestose e imponenti piante centenarie, fiori, essenze varie troviamo statue antiche di diverse epoche e

Il parco è costituito da giardini a stanze e terrazzamenti, in vari stili, italiano, inglese, medievale e frutteto. Vari stretti passaggi immettono in giardini a tema: delle Ore, della Letizia, della felicità, della Mestizia, delle Memorie e infine in quello dei Sospiri.

Grazie alla collezione di spartiti autografi di Liszt, la villa è stata anche un importante punto d’incontro di musicisti provenienti da tutto il mondo.

Da Gabriele D’Annunzio, Isolde Kurz, Richard Voss, Georg Brandes, ai pianisti Emil Von Sauer, Wilhelm Kempff, al compositore Hugo Wolf e a Ferruccio Busoni che proprio qui fu ritratto da Umberto Boccioni.

A Pallanza merita certamente una visita, il Museo del paesaggio, a Palazzo Viani-Dugnani, dove si possono ammirare affreschi e dipinti risalenti al XV secolo. Una parte è dedicata alla gipsoteca Troubetzkoy con lastre, stampe, disegni di vario tipo, oltre a una parte archeologica dedicata ai reperti appartenenti ai Leponzi. Sempre a Pallanza, la chiesa romanica di Madonna di Campagna, che custodisce opere di Camillo Procaccini, Bernardino Lanino, nota per il miracolo del sole, a marzo e agosto.

Intra è il cuore pulsante di Verbania: il mercato del sabato mattina, l’imbarcadero in stile liberty del 1860 con i ristoranti affacciati sul lago, l’apprezzata Piazza Ranzoni, la movida nelle sere d’estate e la salita di Via San Vittore, ricca di negozi di ogni genere e locali vari, tra viuzze laterali e cortili che si aprono improvvisamente che conquista per i suoi colori e lo stile, meta di turisti di ogni angolo del mondo. Qui sorge anche il particolare ed avveniristico Teatro “Il Maggiore” progettato da un team di architetti sotto la guida dello spagnolo Salvador Perez Arroyo.

La frazione di Suna con il suo chilometrico lungo lago con spiagge dove poter fare il bagno e un’ampia scelta di locali dove pranzare o prendere l’aperitivo ammirando il lago con lo straordinario tramonto che regala in ogni stagione, e il paesaggio con le luci notturne.

Senza dimenticare le altre frazioni come Biganzolo con la sua spiaggia, Trobaso, Zoverallo e Arizzano, dove godere del fresco d’estate, contemplando il lago. Cavandone con il Monterosso luogo di culto dei Celti, e ammirare una pianta di tasso di oltre 400 anni.

Uno dei punti di forza del territorio di Verbania è la Riserva Naturale Speciale di Fondotoce, che si estende su 365 ettari sul tratto della foce del fiume Toce. Un’area protetta che comprende una zona umida e un canneto, caratterizzata da un alto grado di biodiversità con molti animali selvatici di ogni genere. Per favorire l’avvicinamento dei visitatori ai luoghi più nascosti e suggestivi della riserva e per facilitare l’osservazione dei suoi abitanti animali è stato creato un facile sentiero pianeggiante, percorribile in un’ora circa.

 

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