Vivian Maier in mostra a Pavia

Vivian Maier in mostra a Pavia

8 Marzo 2019 0 Di Paola Montonati

In una domenica d’inizio marzo, che profuma di caldo e di primavera alle porte, sono andata presso le Scuderie del Castello Visconteo di Pavia a visitare la grande mostra su Vivian Maier, la bambinaia-fotografa definita una delle massime esponenti della street photography.

La rassegna, curata da Anne Morin e da Piero Francesco Pozzi, è stata ideata dalla Fondazione Teatro Fraschini e dal Comune di Pavia, organizzata da ViDi, in collaborazione con diChroma photography, John Maloof Collection, Howard Greenberg Gallery, New York.

In una mostra molta parte ha anche la location scelta e certo il Castello ha una sua parte importante, scenografia imponente, aria coinvolgente.

Il percorso espositivo è un racconto con cento fotografie in bianco e nero e a colori, oltre che da pellicole super 8 mm, per sottolineare gli aspetti più intimi e personali della produzione dell’artista che, mentre era in vita, ha realizzato un numero impressionante di fotografie senza farle mai vedere a nessuno, come se volesse conservarle gelosamente per se stessa.

Nata a New York da madre francese e padre austriaco, Vivian Maier visse la sua giovinezza in Francia, dove comincia a scattare le prime fotografie utilizzando una modesta Kodak Brownie.

Nel 1951 torna a vivere negli Stati Uniti e lavoro come tata per diverse famiglie.

Vivian non usciva mai di casa senza la macchina fotografica al collo e scattava compulsivamente con la sua Rolleiflex, accumulando una quantità di rullini così numerosa da non poterli sviluppare tutti.

Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni del nuovo millennio, in gravi difficoltà economiche, Vivian vide i suoi negativi andare all’asta per un mancato pagamento alla compagnia dove li aveva immagazzinati.

Parte del materiale fu acquistato nel 2007 da John Maloof, un agente immobiliare, che iniziò a cercare i suoi lavori dando vita a un archivio di oltre 120.000 negativi sulle strade di New York e Chicago, i suoi abitanti, i bambini, gli animali, gli oggetti abbandonati, i graffiti, i giornali e tutto ciò che le scorre davanti agli occhi.

Alle Scuderie si possono vedere anche gli autoritratti in cui il suo sguardo severo riflette negli specchi, nelle vetrine e la sua lunga ombra invade l’obiettivo, per uno spaccato originale sulla vita americana della seconda metà del XX secolo.

Per tutta la durata della mostra, una serie d’incontri ed eventi permetteranno di approfondire l’opera di Vivian Maier e la storia della fotografia.

La mostra è visitabile dal martedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18, sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 19.

Il biglietto d’ingresso, con audioguida, intero costo a10 euro, ridotto 8 e per le scuole 5.